Università, Udu Forlì: "Il rettore si è svegliato"

"Ora che la legge di stabilità taglia il fondo per il “merito” ci accorgiamo che mancano i fondi per l'Università?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Lunedì 4 Novembre il rettore dell'Ateneo di Bologna, Ivano Dionigi, si è svegliato e ha scoperto che mancano i fondi per le Università. Non possiamo che congratularci con il Magnifico Rettore per essersi accorto, ormai che sentiamo - dopo il patto di stabilità - ancor più pesantemente i tagli della 240 e della 133, che effettivamente si stanno togliendo soldi all'istruzione pubblica.

Ma buongiorno, Magnifico! Ora che la legge di stabilità taglia il fondo per il “merito” ci accorgiamo che mancano i fondi per l'Università? Ora che la querelle per la Valutazione della Qualità della Ricerca (il mitico sistema dell'ANVUR, da noi sempre aspramente criticato) non serve più, ora che la vuota retorica del “merito” non porta più un centesimo, ora ci ricordiamo anche del taglio dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) e sentiamo la necessità di una riflessione su finanziamenti, valutazione e merito?

Ben venga la riflessione, caro Rettore, se serve a capire finalmente che un ateneo “meritevole” deve essere prima di tutto un ateneo capace di garantire tutti i servizi indispensabili ai propri studenti, che non è sulle tasse degli studenti che ci si fa la concorrenza, che non è dalle tasse degli studenti che devono arrivare i finanziamenti necessari, che l'assenza dei test di ingresso non è condizione sufficiente per definirsi “aperti” se poi non si mettono gli studenti nelle condizioni fisiche, economiche e sociali per poter proseguire gli studi. Ben vengano i cinque minuti, ma che siano seguiti da altri cinque, dieci, venti... fino a cambiare, finalmente, la situazione degli Atenei italiani, schiavi di parametri fallaci e di meccanismi antidemocratici di finanziamento.

Buongiorno, Rettore! E ora che ha aperto un occhio, apra finalmente anche l'altro: l'Università dev'essere pubblica, libera e aperta a tutti!

Unione Degli Universitari di Forlì

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