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Vaccini, il comitato 'Libero x tutti' contro l'Ausl: "Improvvisa e va oltre a quanto previsto dalla legge"

Il comitato 'Libero x tutti' contesta l'Ausl Romagna nella gestione del percorso di esclusione dagli asili nido e scuola materne dei bambini non vaccinati

Il comitato 'Libero x tutti' contesta l'Ausl Romagna nella gestione del percorso di esclusione dagli asili nido e scuola materne dei bambini non vaccinati, in applicazione del decreto Lorenzin. Protesta una nota: “Oggi a Forlì 7 bambini iscritti alle scuole comunali non sono potuti tornare nelle loro classi. Potrebbe sembrare un numero esiguo, ma parliamo di bambini. Bambini che fino a 3 mesi fa entravano regolarmente nelle loro classi, giocavano con i loro compagni, venivano guidati dalle loro insegnanti. Ed erano felici. A questi bambini, a pochissimi giorni dall'inizio della scuola, sono state tarpate le ali. Il loro percorso di socializzazione è stato bruscamente interrotto. Le loro famiglie sono state tradite dalle istituzioni che dovrebbero difendere i diritti dei cittadini e invece si trovano sempre più spesso ad eseguire compiti impartiti dall'alto, seguendo le crude regole di una burocrazia che a volte si fa beffe perfino della legge”.

Si calcola che saranno circa cento le esclusioni di bambini non vaccinati. “Già adesso sono stati cancellati dagli elenchi delle loro classi bambini di Meldola, Predappio, Castrocaro e Dovadola. Nei prossimi giorni sicuramente arriveranno altri provvedimenti di questo tipo, soprattutto considerando che la maggior parte degli istituti statali non ha ancora preso posizione”, spiega la nota. Quindi la protesta: “La Legge Lorenzin prevede che durante l'estate vi sia uno scambio di informazioni fra l'azienda sanitaria e le scuole, e i genitori che risultavano inadempienti sono stati invitati a consegnare la documentazione prevista entro il 10 luglio. A quella data sarebbero dovute scattare le esclusioni per coloro che non avessero portato nulla. Le famiglie che il nostro comitato rappresenta hanno ovviamente adempiuto ai loro obblighi, e infatti non hanno ricevuto alcun provvedimento. Si sono dunque preparate all'inizio di un nuovo anno scolastico”.
 
“A pochi giorni dall'apertura delle scuole, invece, arriva la doccia fredda: adesso è addirittura l'azienda sanitaria a prendere in mano la situazione e a cambiare le carte in tavola. Nonostante le norme assolutamente non lo prevedano, improvvisandosi legislatore, Ausl Romagna sta dando indicazioni ai dirigenti scolastici affinché rifiutino la documentazione consegnata dai genitori. Addirittura avrebbe sentenziato che nemmeno i certificati firmati dai pediatri, che sono coloro che seguono i bambini dalla nascita e ovviamente li conoscono meglio di chiunque altro dal punto di vista medico, dovrebbero essere accolti”.

Secondo il comitato “la ragione per la quale ci sono genitori che non hanno ancora adempiuto agli obblighi vaccinali è che le domande poste ai medici durante gli appuntamenti vaccinali, e anche in seguito ad essi per iscritto, non hanno mai ricevuto risposte puntuali. Si tratta di richieste di informazioni che riguardano il rapporto tra rischi e benefici della vaccinazione, il contenuto dei sieri, la possibilità di eseguire esami prevaccinali, la probabilità che si verifichino eventi avversi. Da un documento ufficiale, ci risulta addirittura che Ausl abbia deciso volontariamente e preordinatamente di non replicare a nessuna richiesta di chiarimento avanzata dai genitori dei bambini. Ausl, dunque, da una parte non risponde in alcun modo alle famiglie e non riesce a portare a termine il percorso di recupero vaccinale dei bambini, dall'altra dà indicazioni ai presidi perché rifiutino la documentazione che in base alla legge i genitori devono fornire alla scuola”.

Diversa chiaramente è la posizione dell'Ausl, che già in passato ha risposto di aver attivato tutti i percorsi e, per quanto riguarda i no-vax di aver incontrato spesso atteggiamenti dilatori, con il chiaro intento di paralizzare il servizio, appuntamenti fissati a ripetizione senza alcun esito. Una “melina” fatta con l'intento di aggirare la norma. Per il comitato l'Ausl “pare interessata solo all’efficienza, come in una spietata catena di montaggio. Come se i nostri figli fossero polli in batteria, pretende di sottoporre i bambini ad un trattamento sanitario identico per tutti, senza tener conto delle loro peculiarità, della loro storia, senza rispondere ai dubbi dei genitori”.

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