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Vaccini e bimbi esclusi, protesta in Consiglio comunale: "Dire che non è un'emergenza è vergognoso"

l "Comitato Libero per tutti" dà la sua versione dei fatti su quanto accaduto lunedì pomeriggio in Comune durante la seduta di Consiglio comunale

Una protesta colorata e pacifica. Con palloncini e cartelli. Il "Comitato Libero per tutti" dà la sua versione dei fatti su quanto accaduto lunedì pomeriggio in Comune durante la seduta di Consiglio comunale. "In aula erano presenti circa 150 fra genitori, bambini, anche molto piccoli, e nonni. Famiglie sicuramente arrabbiate, ma colorate e pacifiche - esordiscono -. Nessuno è stato messo alla porta, non vi è stato nessun disordine, nessun momento di tensione: le forze dell'ordine sono state come sempre cordialissime".

Durante i lavori, il presidente Alessandra Ascari Raccagni è intervenuta più volte, fino ad interrompere momentaneamente la seduta: "Il Consiglio Comunale è stato interrotto perché l'assessore Paola Casara era visibilmente in difficoltà e, dopo aver risposto superficialmente ai question time dei consiglieri Simone Benini e Elisa Massa, è rimasta spiazzata dalle loro repliche, alle quali non ha saputo dare un seguito. E infatti, alla ripresa dei lavori, il sindaco Gian Luca Zattini ha cambiato argomento come se nulla fosse. Solo a quel punto le persone presenti nel pubblico, in segno di protesta, hanno volontariamente lasciato l'aula, cantando l'inno d'Italia e qualcuno urlando “vergogna”".

VIDEO - La protesta in Consiglio comunale

"Vergogna", aggiungono dal direttivo del comitato, "è un sentimento che effettivamente qualcuno dovrebbe provare ed evidentemente non prova.Dire a microfono e telecamere aperti che l'esclusione di 6 bambini da scuola non rappresenta un'emergenza è vergognoso. Un solo bambino che non può accedere a scuola dovrebbe rappresentare una vergogna per una società civile. L'articolo 34 della Costituzione recita “La scuola è aperta a tutti”. E' una vergogna che un rappresentante dell'amministrazione non lo conosca. L'assessora Casara, fra l'altro, fa finta di non sapere che sul territorio forlivese sono già decine le sospensioni arrivate alle famiglie e continua a volersi occupare solo delle 6 che frequentano nidi e materne comunali, come se il resto della cittadinanza non avesse nel Sindaco e nella Giunta un punto di riferimento. E sì, è una vergogna che un'amministrazione appena insediata che ha fatto una campagna elettorale improntata al cambiamento ammetta apertamente di considerare parte della popolazione come cittadini di serie B".

"Anche l'affermazione per cui il Comune starebbe applicando la legge è assolutamente infondata - concludono dal comitato -. Gli unici che stanno applicando la Legge Lorenzin sono i genitori, che hanno consegnato la documentazione prevista entro il 10 luglio. Quello che sta accadendo in questi giorni non è previsto da nessuna norma: è frutto di libere interpretazione dei sindaci di Cesena e Forlì e di alcuni dirigenti Scolastici, per lo più appena insediati, che si trovano in balia degli eventi. Come sottolineato anche in Consiglio Comunale, fra l'altro, le coperture vaccinali a Forlì sono tali da non rendere nemmeno necessaria l’applicazione di questa legge. Questa amministrazione, invece, deliberatamente la applica nella maniera più restrittiva possibile, con la ferma volontà di lasciare fuori da scuola i bambini".

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