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Vaccini, sei bimbi esclusi da scuola a Forlimpopoli: protesta con palloncini colorati

Tuona la presidente del comitato "Libero per tutti": "A questi 6 bambini è stata rubata la scuola, in maniera ingiusta"

Martedì nei cancelli di tutte le scuole dell’infanzia statali di Forlimpopoli sono stati appesi 6 palloncini colorati e un cartello molto esplicito che vuole dare voce alla situazione di sei famiglie forlimpopolesi che sabato 15 settembre, a 48 ore dall’inizio della scuola, si sono viste recapitare, tramite posta elettronica, un atto di sospensione alla frequenza indirizzato ai propri figli che avrebbero dovuto iniziare il secondo o il terzo anno della materna.

Spiega Noemi Zucchi, presidente del comitato "Libero x tutti Forlì":  "Prima dell'inizio della scuola, queste famiglie avevano più volte cercato di prendere appuntamento con la dirigente scolastica appena insediata, che però non si è mai resa disponibile, fino alla notifica via mail del grave provvedimento. I genitori, che nell'estate avevano provveduto a consegnare la documentazione vaccinale prevista dalla legge, alla fine hanno incontrato la dirigente, in quell'occasione, si è detta dispiaciuta, ma allo stesso tempo ha dichiarato di aver seguito le direttive. Ha comunque cercato di tranquillizzare i genitori e si è presa del tempo per verificare le disposizioni di legge e chiarirsi le idee, accettando che nel frattempo i bambini continuassero a frequentare".

Continua Zucchi: "In base alla cosiddetta Legge Lorenzin, infatti, le decadenze dall'iscrizione sarebbero dovute arrivare nel corso dell'estate, e in particolare per i bambini per i quali al 10 luglio non fosse stato consegnato nulla alla scuola. Le famiglie di Forlimpopoli avevano provveduto ad adempiere a quanto previsto dalla legge, non avevano ricevuto alcun provvedimento, dunque si consideravano in regola e avevano preparato i bimbi ad iniziare il nuovo anno scolastico con i loro amici di sempre. Rasserenati dalle parole della dirigente, che lasciavano intendere che tutto poteva essere sistemato e che si fosse trattato di un equivoco, i genitori hanno tirato un sospiro di sollievo. Pochi giorni dopo, invece, si sono visti recapitare una nuova mail con la conferma della sospensione e con l'intimazione di non far frequentare più i bambini, pena una segnalazione "agli organi competenti". Da quel giorno 6 bambini (potrebbe sembrare un numero esiguo, ma si tratta di bambini che fino al giorno prima erano nelle loro classi, coi loro compagni e le loro maestre!) non hanno più potuto frequentare la scuola, nonostante la documentazione consegnata dalle famiglie fosse esattamente quella prevista per legge. Il loro percorso di socializzazione è stato bruscamente interrotto".

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