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La fotografia della campagna vaccinale in Romagna: il 79% degli operatori sanitari è potenzialmente immune

All'8 marzo in provincia sono state somministrate 38.966 dosi (26.088 prima e 12.878 seconda), mentre sono 3084 le prime dosi somministrate agli insegnanti

All'8 marzo sono 20.748 i flaconi di vaccini anti-covid consegnati all'Ausl Romagna. Nel dettaglio 17.010 sono della Pfizer, con sei dosi per fiala, corrispondenti a 102060 dosi; 1028 di Moderna, con undici dosi per fiala, corrispondenti a 11308 dosi; e 2710 di Astrazeneca, con 11 dosi medie per fiala, corrispondenti a 29810 dosi. Al dato aggiornato a lunedì sono state somministrate 98165 dosi di Pfizer, pari al 96,2%; 4155 di Moderna, pari al 36,8%; e 12.548 di Astrazeneca, pari al 42,1%. Il totale delle dosi somministrate è pari a 114868, l'80,3% sul totale.

"Per tutte le tipologie di vaccini le residue dosi sono disponibili per la somministrazione secondo i criteri di priorità definiti dalla programmazione regionale e in considerazione dei richiami per la seconda dose che hanno frequenze distinte per tipologia di vaccino - informa l'Ausl Romagna -. Per Moderna le dosi residue sono necessarie per il completamento del ciclo vaccinale con la somministrazione della seconda dose. Per Astrazeneca, per il quale le indicazioni alla popolazione vaccinabile sono più restrittive, le dosi sono arrivate in questi giorni e si è avviata la distribuzione recentemente". L’Ausl Romagna ha la più alta percentuale di vaccinati tra gli over 80 e gli ospiti delle strutture residenziali. In provincia di Forlì-Cesena sono state somministrate 38.966 dosi (26.088 prima e 12.878 seconda), mentre sono 3084 le prime dosi somministrate agli insegnanti.

Su 10.604 tra caposala ed infermieri ne sono stati vaccinati il 75.1%, mentre sono stati 714 i soggetti positivi non vaccinati (1929 i suscettibili ad infezione). La quota per questa categoria dei potenzialmente immuni è dell'81,8%. Su 4078 medici, 3331 sono stati vaccinati, pari all'81,7%, mentre sono 201 i camici bianchi positivi che non hanno ricevuto il siero e 546 quelli suscettibili all'infezione. La quota dei potenzialmente immuni è dell'86.6%. Il 63,3% degli operatori socio sanitari, su un totale di 1856 soggetti, ha aderito alla campagna vaccinale (260 i positivi al covid e 421 suscettibili all'infezione). Sono solo 27 i veterinari vaccinati su un totale di 118 (10 positivi e 81 a rischio infezione), mentre tra farmacisti, biologi e psicologi si è vaccinato il 77,6% (15 positivi e 70 suscettibili all'infezione). Il totale degli operatori sanitari potenzialmente immune è pari al 79.3% su 20.404 soggetti.

Prenotazioni over 75 e soggetti "vulnerabili"

Da lunedì 15 marzo partiranno le prenotazioni per la vaccinazione di coloro che hanno tra i 75 e i 79 anni secondo i canali già noti (Cup, Farmacup e CupTel) oppure attraverso i canali online (Fascicolo Sanitario Elettronico, l’App Er Salute, Cupweb) o telefonando per l'Ausl Romagna allo 800 002 255, da lunedì a venerdì, dalle 7.30 alle 19; sabato dalle 7.30 alle 13.30. All’atto della prenotazione , saranno comunicati la data, il luogo e le informazioni necessarie (per prenotarsi non serve la prescrizione medica). L’Ausl Romagna ha già provveduto, attraverso l'organizzazione di sedute straordinarie, alla somministrazione del vaccino alle persone dializzate, ai soggetti che hanno effettuato il trapianto renale e ai pazienti nefropatici immunodepressi.
"Le persone coinvolte sono state reclutate direttamente dall'Unità operativa di Nefrologia e le sedute, quasi ultimate su tutti i territori, si sono svolte all’interno degli ospedali, coadiuvate dal supporto del personale medico e infermieristico delle Unità Operative di Nefrologia - viene spiegato -. Per quanto riguarda le altre tipologie di pazienti considerate estremamente vulnerabili per via di patologie particolarmente a rischio, vale lo stesso ragionamento. Non dovranno prenotare. Ma saranno contattate e prese in carico direttamente dall'Ausl, in base alle forniture di vaccini. L’Ausl, sulla base degli elenchi dei soggetti portatori delle patologie indicate, e del confronto con i clinici che li hanno in carico, procederà alla individuazione dei punti di somministrazione e alla chiamata diretta dei pazienti".

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