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Cronaca

Vendita delle quote di Hera, striscioni in Consiglio Comunale: delibera rinviata

Il pressing dei sindacati e del comitato Acqua Pubblica ha dato i suoi frutti. Cgil, Cisl e Uil nel pomeriggio di martedì hanno affollato la sala del Consiglio comunale dove si sarebbe dovuto votare la vendita delle azioni di Hera per coprire almeno una parte del disavanzo

Il pressing dei sindacati e del comitato Acqua Pubblica ha dato i suoi frutti. Cgil, Cisl e Uil nel pomeriggio di martedì hanno affollato la sala del Consiglio comunale dove si sarebbe dovuto votare la vendita delle azioni di Hera per coprire almeno una parte del disavanzo recentemente accertato nel bilancio. Si tratterebbe di circa otto milioni di euro. Presente anche una rappresentanza del comitato Acqua Pubblica, con i propri cartelli di dissenso. Tutto rimandato annuncia il sindaco, Davide Drei, in apertura dei lavori. Lo rende noto l'Agenzia Dire.

"E' pertinente la richiesta delle parti sociali- spiega - di esplorare la possibilita' che le quote di azioni siano acquistate da una societa' pubblica partecipata o comunque del territorio romagnolo". Da un lato dunque mantenimento del principio di maggioranza pubblica, dall'altro "matrice territoriale" della quota. Per questo la delibera viene rinviata alle prossime settimane, dopo una verifica dei soggetti potenzialmente interessati. E "ce ne sono diversi", garantiscono alla Dire i segretari provinciali delle tre sigle sindacali, Paride Amanti (Cgil), Vanis Treossi (Cisl) e Luigi Foschi (Uil), presenti in municipio dietro lo striscione "Per una nuova H...era pubblica".

L'esito sulla verifica dei residui, come richiesto da Corte dei conti e Governo, da' dettagli in piu' il primo cittadino, ha fatto emergere un disavanzo che deve essere coperto in "tempi brevi". Cosi', tira le conclusioni Drei, "per non incidere sui servizi sui cittadini e non inasprire la pressione fiscale", l'unica strada percorribile e' quella della vendita di una parte delle quote di Hera. Per un valore di circa cinque milioni di euro. Questa decisione, aggiunge, ha innescato una "profonda riflessione sul rapporto con la multiutility", sul patto di sindacato, sulle "richieste che non hanno trovato risposta" e sulla "riappropriazione di scelte reali sulla raccolta dei rifiuti".

Soddisfatti, ma vigili, Cgil, Cisl e Uil. E' stato ottenuto, concordano, "qualcosa di importante" affinche' la multiutility torni a essere uno "strumento dei sindaci per erogare servizi. Il 51% e' una condizione necessaria ma non sufficiente. Serve una nuova Hera con piu' investimenti e meno dividendi".


Da parte sua il Comitato Acqua ricorda inoltre di aver "avanzato più volte richieste di incontri al sindaco, ma nessuna risposta è mai stata data. Continuiamo ad affermare che è necessario imboccare la strada della ripubblicizzazione del servizio idrico e delinerrne il percorso che lo renda possibile come sta avvenendo a Reggio Emilia con la costruzione di un' Azienda Pubblica".

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