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La casa del fascio

La casa del fascio

Ventennio fascista, a regime l'itinerario culturale Atrium

Un itinerario culturale che valorizzi l'architettura del ventennio fascista, dalla quale il distretto territoriale forlivese è fortemente caratterizzato, ma che allo stesso tempo metta in luce un periodo che ha segnato negativamente la storia del paese

Un itinerario culturale che valorizzi l'architettura del ventennio fascista, dalla quale il distretto territoriale forlivese è fortemente caratterizzato, ma che allo stesso tempo metta in luce un periodo che ha segnato negativamente la storia del paese. Forlì Predappio e Castrocaro lavorano insieme per la rotta culturale Atrium (Architecture of Totalitarian Regimes of the XXà Century in Urban Management). Giorgio Frassineti, sindaco di Predappio, Luigi Pieraccini, di Castrocaro Terme e Terra del Sole e Patrick Leech, assessore alla Cultura e i Rapporti Internazionali, Comune di Forlì tracciano la rotta.

All'archittettura del ventennio, scrivono in una nota “si deve guardare con sguardo critico, con un approccio che tiene saldi i principi etici fondamentali dell’antifascismo e della Costituzione repubblicana, e anche con uno sguardo volto a ricomprenderne il significato, entro uno scenario europeo e internazionale”. Gli esempi architettonici a Forlì abbondano: dall’edificio ex-GIL al Collegio Aeronautico in viale della Libertà dall’ospedale Pierantoni agli Uffici Statali in Piazza Saffi.  Castrocaro Terme, dal canto suo, vanta l’Hotel delle Terme, il monumentale Padiglione delle Feste ed il Municipio, e sempre assai significativi sul piano della storia degli spazi urbani sono la Casa del Fascio a Predappio, nonché altri numerosi altri edifici del periodo.

“Il tema dell’utilizzo (o riutilizzo) di spazi spesso dimessi o bisognosi di interventi è da tempo all’ordine del giorno. Quale utilizzo migliore esiste rispetto ad uno che tiene conto degli edifici come testimonianze di un periodo che ha fortemente segnato in negativo la storia italiana e mondiale ma che illustra, altresì, quanto il regime, attraverso interventi architettonici e urbanistici, abbia lasciato un patrimonio edilizio che ha segnato sul piano storico le nostre città?  - si chiedono i tre amministratori - Proporre un utilizzo museale o turistico, a fini di comprensione critica e consapevole, per questi luoghi presuppone un progetto condiviso a livello perlomeno distrettuale, per non dire romagnolo. E’ in quest’ottica che si propone di sfruttare le strutture che hanno caratterizzato il periodo del regime fascista per un turismo culturale volto a comprendere in profondità il fascismo (e i suoi modi di costruire dall’alto un consenso totalitario) e la sua architettura: ciò sarà possibile sia mediante centri di documentazione e di prima accoglienza di turisti (e in tal senso va la proposta di sede della rotta culturale europea “Archittettura di regimi totalitari nella memoria urbana” a Forlì), sia con un Museo del Novecento (a Predappio), che tenga conto del regime e della Resistenza ad esso, sia con una adeguata organizzazione delle strutture ricettive (Castrocaro Terme e Terra del Sole) sia allargando sull’intero territorio forlivese le possibilità di fruizione da parte dei visitatori.  Non si tratta, dunque, di farsi concorrenza ma – al contrario - di unire in maniera integrata la proposta culturale e turistica di diverse realtà nel comprensorio, connesse entro una medesima progettualità”.

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