Verso il Natale e il cammino dell'Avvento, il vescovo: "Vinciamo il male con il bene"

Dal vescovo di Forlì-Bertinoro, monsignor Livio Corazza, tre proposte pastorali per questo tempo: il Vangelo della domenica, il presepio e la carità

Domenica 29 novembre sarà la prima d'Avvento, l'inizio del tempo liturgico che precede e preparerà spiritualmente al Natale. Dal vescovo di Forlì-Bertinoro, monsignor Livio Corazza, tre proposte pastorali per questo tempo: il Vangelo della domenica, il presepio e la carità. "Il Vangelo della domenica - scrive Corazza - sia il punto di riferimento irrinunciabile sia per i singoli che per i gruppi, utilizzando anche i social". L’anno B, ricorda monsignore, "è l’anno della lettura del vangelo di Marco che, nella prima domenica di Avvento, ci ricorderà per tre volte di vegliare. Aiutiamoci reciprocamente a vegliare per vivere la comunione fraterna del Popolo di Dio, mangiando lo stesso Pane, ascoltando insieme la sua Parola, condividendo e sostenendo la sorte degli impoveriti. Anche oggi, il Signore, vuole scrivere una rinnovata storia d’amore".

Poi il presepio, "una pagina del Vangelo aperto nelle nostre case che ci aiuta a prepararci al Natale: quest’anno custodiamolo e valorizziamolo in tutte le famiglie". Ed infine la carità: "Partire dai vicini, attraverso la Caritas parrocchiale e di unità pastorale, andiamo in cerca del volto di Cristo. Ve lo raccomando fin da subito: oggi e a Natale nessuno sia lasciato solo. Aderiamo alle proposte della Caritas Diocesana e del centro missionario che ci fanno respirare la fraternità universale".

Dal vescovo anche tre raccomandazioni. La prima: "state attenti, basta poco. Mai togliere la mascherina". La seconda: "In Vicariato, rinnovando la proposta dei mesi scorsi, non passi giorno senza che vi sentiate fra di voi sacerdoti e diaconi; la fraternità sacerdotale e diaconale sia la prima cosa da custodire. Rilancio anche la proposta di unirci nell’adorazione eucaristica, ogni giovedì dalle 9.30 alle 10.30 (nei limiti del possibile)". E la terza: "I fedeli sono figli ai quali il padre non può non far sentire la sua voce e la sua prossimità. La fantasia non ci manca. In particolare state vicini ai ragazzi e agli anziani soli. Il Signore ce li ha affidati. In questo periodo più che mai diamo ragione della speranza che è in noi".

Per le celebrazioni e il catechismo, l'invito del vescovo è di far "riferimento alle disposizioni dei Vescovi dell’Emilia Romagna. Le celebrazioni sono un dono da custodire con amore e scrupolo. Formalmente, al momento, niente è cambiato".

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