Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Verso l'obbligo del green pass al lavoro: nel Forlivese il 21% in età lavorativa non è ancora vaccinato

Nell'ultima settimana la crescita percentuale di prime dosi inoculate è stata dell'1%

Si avvicina la fatidica data del 15 ottobre, quando il green pass sarà obbligatorio anche nei posti di lavoro. All'11 ottobre, a Forlì e comprensorio il 17% degli abitanti non si è sottoposto al vaccino, percentuale media approssimativa che si alza al 21% se si considera la fascia d'età lavorativa tra i 20 ed i 59 anni (l'Ausl adotta una suddivisione per decenni, mentre la popolazione viene quialificata come attiva per la Camera di Commercio fino a 64 anni, ndr). Nell'ultima settimana la crescita percentuale di prime dosi inoculate è stata dell'1%.

Un rapido calcolo porta ad indicare in circa 9mila i lavoratori forlivese che si dovranno sottoporre a tampone a partire da venerdì. Secondo le ultime statistiche della Camera di Commercio nel secondo trimestre del 2020 la provincia di Forlì-Cesena contava circa 181mila occupati. Questo dato comporta che circa 19.500 lavoratori provinciali ogni due giorni dovrà sottoporsi a tampone, con una media nei giorni feriali di circa 9mila tamponi al giorno che andranno eseguiti nelle farmacie e nelle altre strutture del territorio. 

Il territorio forlivese presenta i dati migliori in molte fasce d'età: primo posto col 79% per i 20-29enni (Cesena e Ravenna seguono col 78%), così come per la fascia 40-49 anni (78%); 50-59 anni (85%); mentre nella fascia 30-39 con il 74%, 60-69 con l'88% e 70-79 con in 92% si divide il primato con Cesena e Ravenna. Ravenna fa meglio nella fascia 12-19 (71% contro il 70% di Forlì), mentre Cesena tra gli over 80 con il 99% della popolazione vaccinata (Forlì è seconda con il 98%). Osservando i dati di chi è potenzialmente immune dopo aver completato il ciclo vaccinale, Forlì è prima con l'80%.

Al 11 ottobre le prime dosi (comprese dosi uniche) somministrate nei centri vaccinali aziendali della Romagna sono state 814.436 (277.448 nella provincia di Forlì-Cesena), mentre le seconde dosi 710.042 (242.818 nella provincia di Forlì-Cesena). Le dosi somministrate dai medici di medicina generale sono 68.856 (25.818 in provincia), mentre nelle aziende 8.038. Dal 20 settembre è iniziata la somministrazione della terza dose riservata ai soggetti con patologie indicate direttamente dal ministero della Salute, le dosi già somministrate sono 5.149

L’Ausl Romagna ha inoltre reso noto che, nel rispetto della normativa, ha sospeso 178 suoi dipendenti, perché non vaccinati. Si tratta di 12 dirigenti, 146 di altri comparti e 20 che lavorano in convenzione con l’Ausl. "Per tutte le categorie si tratta di una percentuale inferiore all’1% del totale", precisa l’azienda. "I dati - informa il direttore sanitario dell'Ausl Romagna, Mattia Altini - ci dicono che il virus sta ancora circolando e che non dobbiamo in alcun modo abbassare la guardia. Vanno mantenute le misure di igiene e protezione individuale e intensificata l’adesione vaccinale".

"La campagna di somministrazione della terza dose è già partita per le fasce più deboli e a fine mese partirà anche la somministrazione del vaccino contro l’influenza - prosegue Altini -. Sappiamo tutti che i mesi invernali che ci attendono vedranno una co-circolazione del virus influenzale e Sars Cov2. Un mix che potrebbe produrre un aumento di accessi al Pronto Soccorso e soprattutto complicare la diagnosi, visto che la sintomatologia respiratoria soprattutto in età adulta è sovrapponibile sia per la Covid che per l’influenza. A breve usciremo con le informazioni anche sulla campagna antinfluenzale, ribadiamo l’importanza che i cittadini ai quali è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale aderiscano Pertanto ritengo che la vaccinazione dovrà diventare una consuetudine per i prossimi anni, in attesa di “eradicare” il virus".

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