menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Vertenza alla casa di riposo, la replica della residenza "Al Parco": "E' l'unico contratto esistente"

“Ci pare incomprensibile la reazione che i sindacati Cgil, Cisl e Uil rivolgono nei confronti delle aziende che applicano il nuovo contratto Anaste"

“Ci pare incomprensibile la reazione che i sindacati Cgil, Cisl e Uil rivolgono nei confronti delle aziende che applicano il nuovo contratto Anaste (il contratto dei lavoratori delle case di riposo, ndr). Questo contratto è stato siglato in un tavolo nazionale, dopo otto anni di inconcludenti trattative, di cui certamente la residenza “Al Parco” non ha alcuna responsabilità, semmai è stata vittima di questa situazione al pari di tutti i nostri dipendenti”: è la replica che arriva dalla direzione della casa di riposo dopo la mobilitazione dei dipendenti, che contestano l'introduzione del nuovo contratto, peggiorativo secondo la loro versione, rispetto a quello precedente.
 
Ben diversa, invece, la versione della casa di riposo: “Noi applichiamo da sempre il contratto collettivo Nazionale all’Associazione Nazionale Strutture Terza Età (Anaste), e il 12 aprile scorso a Roma presso il Ministero del Lavoro è stato siglato, appunto, il nuovo contratto nazionale. Lo stesso, è depositato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, oltre che al Cnel ed agli istituti previdenziali competenti; ad aggiungersi il testo del nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro è stato visionato da diversi organismi, anche livello regionale. Pertanto la decisione della sua applicazione è la logica conseguenza dell’inefficacia del vecchio contratto i cui effetti sono cessati alla fine di dicembre come indicato in premessa del nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro siglato. I Comuni, le Ausl e la Regione per la definizione della parte economica dei servizi accreditati hanno confermato come loro riferimento il contratto Anaste”.

Ed ancora la nota dell'azienda: “La rsa “Al Parco” non può continuare ad applicare un contratto che non esiste più e si trova quindi costretta a rendere operativo l’unico contratto oggi legittimamente valido. Inaccettabile, che sia fatta a noi una richiesta a cui non possiamo in alcun modo aderire, se i Sindacati citati vogliono avanzare le loro richieste, lo possono fare, ma solamente nelle sedi competenti e preposte che in questo caso è il tavolo firmatario nazionale. A tale proposito noi abbiamo già informato il personale della condizione venutasi a creare dopo l’approvazione del nuovo contratto, chiarendo che nulla possiamo fare in questa situazione. A tale riguardo auspichiamo che non si crei artificiosamente un conflitto in un luogo molto delicato, per  l’attività che viene svolta, e per non gravare sull’assistenza da erogare ai nostri ospiti ricoverati. Auspichiamo inoltre, che si dicano nel merito, cose vere su quanto sottoscritto a Roma e non si facciano semplificazioni che travisino i contenuti, come le ore settimanali che cambiano o ciò che si prevede sulle assenze per malattie o sull’incremento retributivo. L’aumento previsto per le aziende è di circa il 4,7%. Riteniamo che in un panorama economico così difficile sia stato fatto tutto lo sforzo possibile per dare ai lavoratori un margine di recupero sul costo della vita”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Una ricetta che sa di casa: le zucchine ripiene

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento