Domenica, 21 Luglio 2024
Gli effetti della siccità / Meldola

Proliferazione delle cavallette, vertice a Meldola: mappatura dei focolai e arature tra le misure accordate

Durante la runione è stato evidenziato il problema dei ristori per i danni alle colture (interessati soprattutto i medicai e i vigneti di nuovo impianto) subìti dagli agricoltori

Vertice a Meldola martedì scorso per fare il punto sulla situazione relativa “all’infestazione di cavallette” che stà colpendo una vasta area collinare del territorio forlivese e cesenate con danni ingenti alle colture delle aziende agricole. La sala consiliare del Comune ha ospitato i sindaci di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna, Meldola, Mercato Saraceno, Sarsina e Predappio, i tecnici del Servizio Fitosanitario Regionale, dell'Ausl Romagna, le associazioni di Categoria Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Uimec-Uil, i Consorzi Agrari d’Italia, il Collegio dei Periti Agrari della Romagna e l’Atc Fo1.

La riunione ha restituito una prima fotografia dei territori infestati dalle cavallette, mettendo in evidenza l’esigenza di una mappatura dei focolai di questi insetti (future “grillare” o aree di deposizione delle uova), già effettuata in tutto il territorio rurale di Meldola, al fine di poter intervenire ove possibile con lavorazioni del terreno (arature e erpicature) per agire preventivamente in quanto questa azione risulta oggi la strategia più efficace per contenere il fenomeno.

"La proliferazione a dismisura delle cavallette è stata molto favorita da un inverno senza basse temperature e da un’annata calda e siccitosa - ricorda il sindaco di Meldola, Roberto Cavallucci -. Un problema appare essere quello dei terreni incolti dove si riproducono anno dopo anno le cavallette. Sono poi stati presi in esame anche i sistemi di lotta biologica con volatili predatori (faraone e fagiani) e quelli con l’utilizzo di trattamenti bio su erba medica con agrofarmaci (nuovo formulato a base di funghi entomopatogeni) la cui sperimentazione in campo è in corso".

Durante la runione è stato evidenziato il problema dei ristori per i danni alle colture (interessati soprattutto i medicai e i vigneti di nuovo impianto) subìti dagli agricoltori. "La volontà comune è quella di stare insieme al fianco delle aziende agricole del territorio che sono un presidio per il nostro entroterra, ma che non possono sopportare la perdita del loro lavoro e del loro reddito - conclude il primo cittadino meldolese -. Dall’incontro è emerso che occorre la collaborazione di tutti, istituzioni, associazioni di categoria, imprese agricole, cittadini, tecnici e proprietari dei terreni incolti per affrontare insieme questa ciclica calamità rappresentata da un aumento anomalo del numero di cavallette". 

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