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La via Emilia che attraversa Forlimpopoli

La via Emilia che attraversa Forlimpopoli

La via Emilia compie 2200 anni: "Valorizzare il ruolo e gli aspetti storici"

"La nostra regione è l’unica in Italia a prendere nome dalla via consolare più dritta mai costruita dai Romani: da Rimini a Piacenza – illustra Casadei –. La Via Emilia fu realizzata nel 187 a. C. dal console Marco Emilio Lepido"

“Promuovere - d’intesa con l'Istituto per i Beni artistici culturali e naturali), Soprintendenza e con i musei civici archeologici e la rete degli enti locali – un programma di iniziative regionali e territoriali che diano risalto alla Via Emilia nella ricorrenza di 2200 anni dalla realizzazione, valorizzandone il ruolo e gli aspetti storici, culturali e i riflessi sociali ed economici”. È quanto chiede una risoluzione approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa. Per il Gruppo assembleare del Pd è intervenuto il consigliere regionale Thomas Casadei, capogruppo in commissione Cultura, Turismo, Scuola, Formazione, Lavoro e Sport, che ha illustrato le ragioni di adesione del suo raggruppamento.

«La nostra regione è l’unica in Italia a prendere nome dalla via consolare più dritta mai costruita dai Romani: da Rimini a Piacenza – illustra Casadei –. La Via Emilia fu realizzata nel 187 a. C. dal console Marco Emilio Lepido, da cui prende il nome, e nonostante oggi dell’antico tracciato siano rimaste solo poche tracce, talvolta ne vengono riportate alla luce di nuove, durante scavi e lavori. Le attività di ricerca e scavo sono garantite negli anni dalla Soprintendenza archeologica statale dell’Emilia-Romagna, mentre i musei civici archeologici della nostra regione, insieme a quelli nazionali, svolgono una costante valorizzazione del patrimonio proveniente dalle realtà urbane di età romana e della via Emilia».

«Su questa strada ha viaggiato e viaggia la cultura della regione, che la posizione geografica ha reso cruciale e aperta ad assorbire esperienze e fenomeni storici da ogni dove – dice il consigliere -. La valorizzazione della via consolare ha trovato sempre attenzione da parte della Regione, innumerevoli sono le mostre fotografiche legate al paesaggio, alle architetture urbane, alle problematiche urbanistiche, al riuso degli edifici».

Una per tutte «la mostra fotografica realizzata da uno dei maggiori fotografi italiani, il  bolognese Nino Migliori, molto apprezzata in Europa ed in tutte le sedi istituzionali ove è stata esposta. Anche nell’EXPO di Siviglia del 2000, il tema portante scelto dalla Regione per presentarsi in quel contesto fu la Via Emilia attraverso una mostra storico-archeologica ed il suo catalogo – spiega ancora Casadei -. Come pure per il Centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, nel 2011 la partecipazione della Regione alla mostra di Roma dedicata alle regioni, sottolineava il ruolo della strada nella storia e nell’economia della  medesima e proponeva nel catalogo uno scritto di Edmondo Berselli che sottolineava il ruolo fondamentale della strada.  Ben nota è la tradizione musicale cresciuta su questa strada e che da nome a diversi festival e progetti di spettacoli.  Esiste un sito, www.viaemiliaedintorni.it, realizzato in anni recenti dedicato ad itinerari e luoghi della via Emilia e innumerevoli sono, soprattutto sul versante turistico, le proposte e le iniziative legate agli aspetti enogastronomici».

Anche l’Istituto regionale per i beni culturali (IBC), commenta Casadei, «ha sempre avuto tra i suoi temi la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione di tutto il complesso di beni che insistono su questa strada.  Proprio l’Istituto ha attivamente collaborato alla quindicesima edizione del Festival del mondo antico di Rimini, dal titolo “Strada facendo”, interamente dedicata alla via Emilia, che si è svolta lo scorso giugno.  Ad oggi continua la collaborazione con la soprintendenza archeologica e con la Società editrice Il Mulino con l’intento di creare entro l’anno  altri eventi sul territorio legati all’anniversario che coniughino aspetti storico culturali con l’attualità delle risorse, ma anche delle problematiche connesse a questa arteria nell’intento di valorizzarne le eccellenze, ma anche di affrontare le emergenze di carattere artistico, paesaggistico e ambientale».

«Con questa risoluzione chiediamo dunque alla Giunta di proseguire con progetti focalizzati sui luoghi e sul patrimonio della strada – conclude Casadei -. Particolare attenzione potrà essere dedicata a far conoscere questo patrimonio comune ai “nuovi cittadini” della regione, creando così opportunità di integrazione attraverso la storia e la cultura del territorio; all’utilizzo, in maniera sistemica e capillare, dei mezzi informatici per creare ulteriori spazi di approfondimento e coinvolgere le scuole; al sostegno di progetti volti alla realizzazione di video e documentari, concorsi di scrittura e di fotografia mediante i quali rappresentare il rapporto che nelle varie epoche, fino a quella presente, gli abitanti della regione hanno instaurato con questo fondamentale asse viario».

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