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Farmaci in orario scolastico, "salva-vita" per 200 studenti

Sottolinea Russo: "Mi preme sottolineare che il percorso parte su richiesta della famiglia, a cui si va incontro in questo modo per la risoluzione di un problema, e che tutto il protocollo gode della sorveglianza dell'autorità sanitaria"

La Giunta Provinciale di Forlì-Cesena ha approvato il protocollo d’intesa per la somministrazione di farmaci in orario scolastico. Si tratta di un accordo procedurale e operativo per garantire in orario scolastico sia la somministrazione programmata, sia la somministrazione al bisogno in casi di urgenza, di farmaci salva-vita o di cui è indispensabile l’assunzione da parte degli studenti interessati nel corso delle ore trascorse a scuola.

In linea generale resta espressamente vietata la somministrazione di farmaci in orario scolastico, tranne nei casi previsti dal protocollo e con l’applicazione delle procedure indicate, sempre e comunque su richiesta della famiglia. Hanno sottoscritto l’intesa l’Ufficio scolastico provinciale, i dirigenti scolastici, i servizi di pediatria delle Ausl di Forlì e di Cesena e la Provincia di Forlì-Cesena.
 
Illustra il protocollo il vice-presidente e assessore al Welfare della Provincia di Forlì-Cesena Guglielmo Russo: “Il protocollo rende standard e più progredita una prassi già esistente nelle scuole, una prassi che rende effettivo il diritto alla salute del bambino senza che ciò comporti l’allontanamento dall’attività scolastica. Nella provincia di Forlì-Cesena sono circa 200 gli studenti di scuole di ogni ordine e grado interessati a queste procedure (un centinaio nel Forlivese e altrettanti nel Cesenate). Si va dai bambini diabetici, i cui casi aumentano di anno in anno, ai farmaci necessari per patologie rare, alle terapie neuro-psichiatriche infantili. Ma rientrano nel protocollo anche i farmaci salva-vita o urgenti necessari per esempio in casi di shock anafilattico di soggetti con allergie, crisi epilettiche e altro. In circa il 10% dei casi la somministrazione consiste nella profilassi, mentre nel resto dei casi la somministrazione riguarda i farmaci salva-vita. Il protocollo ci è stato sollecitato dalle istituzioni scolastiche, che da tempo affrontano il problema con prassi consolidate ma che richiedevano una maggiore istituzionalizzazione”.
 
Il protocollo prevede per gli educatori chiamati a questi compiti che non siano richieste cognizioni specialistiche di tipo sanitario, né l’esercizio di discrezionalità tecnica da parte dell’adulto che interviene. Inoltre la prestazione del soccorso viene supportata da una specifica formazione e informazione riguardanti la patologia. Viene anche definito un percorso di autorizzazione da parte del pediatra, su impulso della famiglia, e di registrazione giornaliera delle somministrazioni. Oltre che la formazione del personale incaricato, il protocollo favorisce per gli studenti autonomi l’auto-somministrazione, sotto la supervisione dell’adulto incaricato, e prevede infine il diritto  all’ingresso a scuola di un adulto non appartenente al personale scolastico, sempre per la somministrazione durante l’orari scolastico.
 
Conclude il vice-presidente Russo: “Mi preme sottolineare che il percorso parte su richiesta della famiglia, a cui si va incontro in questo modo per la risoluzione di un problema, e che tutto il protocollo gode della sorveglianza dell’autorità sanitaria. Il protocollo è già in corso di implementazione nelle scuole. Con quest’azione andiamo a migliorare in modo significativo la qualità della vita di circa 200 minori e delle relative famiglie, dando loro la sicurezza sociale che l’istituzione pubblica deve garantire ai soggetti con svantaggi”.

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