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Videolottery lontano dalla città: il Comune prepara il piano

Il Comune di Forlì scende in campo contro il fenomeno del gioco d'azzardo, approvando in giunta un provvedimento, da sottoporre al consiglio, che introduce un destinazione urbanistica specifica per le sale giochi/videolottery

Il Comune di Forlì scende in campo contro il fenomeno del gioco d'azzardo, approvando in giunta un provvedimento, da sottoporre al consiglio, che introduce un destinazione urbanistica specifica per le sale giochi/videolottery e la possibilità di insediamento solo in zone limitate fuori dalla cosiddetta “città compatta” definita nel POC, con una categoria d'uso di completamento in aree con destinazione commercio al dettaglio e all'ingrosso.

Spiega l'assessore Maltoni :: Ricerca su ForlìToday
con delega al commercio, Maria Maltoni
: "La “ludopatia“, connessa con il gioco compulsivo, è diventata una vera e propria emergenza, complice anche la liberalizzazione sostanziale dell'apertura di sale gioco e sale scommesse decisa a livello nazionale, dato che da queste attività si ricavano introiti considerevoli per le finanze pubbliche, in quanto se sono diminuiti gli incassi per le lotterie tradizionali, sono aumentati quelli legati a modalità di gioco innovative che comportano l'uso del web e sono ancora più insidiose perché possono essere utilizzate dalla propria abitazione".

Maltoni sottolinea "una forte azione sul versante della prevenzione e della repressione, anche perché non di rado in queste attività si producono fenomeni di infiltrazioni criminali che portano anche a  manomissioni delle strumentazione e a frodi nei confronti dei consumatori, come hanno dimostrato indagini recenti svolte anche nella nostra regione. Perciò è imprescindibile una legislazione definitiva in materia. Infatti il Decreto Balduzzi, poi convertito in legge n.189 /2012 manca ancora delle norme attuative (ad esempio sulle distanze da luoghi cosiddetti “sensibili”).

L'assessore ricorda che "l'unica misura entrata in vigore è l'obbligo di apporre cartelli che segnalano i rischi connessi alla dipendenza da gioco all'interno dei locali. Questo adempimento nella nostra realtà è già stato realizzato con materiali predisposti a livello regionale delle Ausl. E' bene però chiarire che le autorizzazioni sono di competenza della Questura sia per quanto riguarda  il rilascio delle licenze dei video lottery terminal che per le sale scommesse. In questi casi il Comune può solo verificare la corretta della destinazione d'uso dei locali".

Illustra Maltoni: "i Comuni rilasciano la licenza per l'installazione delle sole slot machine. Si tratta di apparecchi che hanno un costo partita non superiore ad un euro, una durata minima della partita di quattro secondi e che distribuiscono vincite in denaro, direttamente dalla macchina, ciascuna di valore non superiore a 100 euro. E' però importante sottolineare che la licenza comunale è necessaria solo se le slot machine sono collocate in esercizi diversi da quelli sprovvisti di licenza art. 86 del tulps ( pubblici esercizi)  ad esempio in una galleria commerciale o in una tabaccheria. In altre parole, la licenza comunale non occorre per l'installazione nei bar, cioè negli esercizi in cui si trova la stragrande maggioranza di tali apparecchi".

L'assessore evidenzia inoltre che "gli strumenti a disposizione di un Comune per limitare l'apertura di sale gioco e l'istallazione di slot machine , come è evidente, sono in pratica inesistenti. Anche perché nei pochi casi in cui si è cercato di introdurre norme solo di carattere locale, queste sono state contestate ed annullate da sentenze. Nonostante questo, dato il ritardo con cui la normativa nazionale procede, ed anche in attesa dell'approvazione del disegno di legge regionale, in materia di contrasto alla dipendenza da gioco d'azzardo,  il Comune di Forlì ha approvato in giunta un provvedimento da sottoporre al consiglio, cioè una variante tematica che introduce un destinazione urbanistica specifica per le sale giochi/videolottery e la possibilità di insediamento solo in zone limitate fuori dalla cosiddetta “città compatta” definita nel POC, con una categoria d'uso di completamento in aree con destinazione commercio al dettaglio e all'ingrosso".

Tra le iniziative "l'adesione al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo”, che prevede impegni sul versante della prevenzione  e sensibilizzazione, anche attraverso un monitoraggio del fenomeno, attraverso  l'”Osservatorio” attivato nell'ambito delle iniziative per promovere la legalità. Inoltre il Comune sta approfondendo le esperienze di realtà in cui sono stati promossi marchi di sostenibilità etica per  pubblici esercizi “family friendly “cioè privi di slot machine. Si tratta ovviamente di iniziative su base volontaria che possono avere solo un valore di assunzione di responsabilità individuale da parte degli operatori economici".

IL CASO CA'OSSI - E' recente la raccolta firma contro la sala giochi in via Ca' Rossa, all'angolo di via Campo degli Svizzeri. L'11 aprile scorso era stata organizzata dal Comitato di Quartiere di Ca'Ossi e dai firmatari della petizione contro l'apertura della sala giochi un'assemblea pubblica nel corso della quale sono intervenuti don Emanuele Lorusso, gli assessori Alberto Bellini e Maltoni, e la consigliera comunale Chiara Mazza. Presente anche il direttore del S.E.R.T.(Servizio tossicodipendenze), Polidori, che ha illustrato le possibili conseguenze delle “ludopatie” sul piano familiare e sociale che il gioco può indurre, specialmente quando le sale giochi sono alla portata. Un incontro, spiegano dal Comitato, che "ha portato i diretti interessati a desistere dall'aprire l'attività".

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