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Vigili del Fuoco

Un'altra storica colonna saluta i Vigili del Fuoco: "Anni entusiasmanti, ora più tempo per la famiglia"

Quello di giovedì è stato l'ultimo giorno di lavoro per l'ingegner Giuseppe Loberto, funzionario tecnico e nel direttivo speciale del Corpo

Un'altra colonna storica dei Vigili del Fuoco lascia il comando provinciale di Forlì-Cesena. Quello di giovedì è stato l'ultimo giorno di lavoro per l'ingegner Giuseppe Loberto, funzionario tecnico e nel direttivo speciale del Corpo. "L’interruzione della mia attività lavorativa di 42 anni, di cui 38 nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, è stata una scelta per consentirmi di concedere più tempo alla mia famiglia, ai genitori e alle mie passioni, scegliendo la qualità della vita - racconta -. Sono convinto di avere svolto uno dei lavori più entusiasmanti e coinvolgenti che si possano fare, anche per le relazioni umane che in esso si sono sviluppate anche nell'attività di soccorso".

"Sono stati anni intensi, che mi hanno formato professionalmente e nel carattere, ma soprattutto è stato un percorso di emozioni - prosegue nel suo saluto ai colleghi -. Situazioni difficili da affrontare, dove ci si trova 'a tu per tu' con il dolore e il rischio elevato per l’incolumità, ma anche si condividono emozioni di felicità con chi è stato tratto in salvo o si è risolto un suo problema. Provvedimenti da assumere, caratterizzate dalla immediatezza, dalla necessità di garantire il soccorso e la sicurezza; ossia attuare decisioni razionali in tempi istintivi. Tutto questo è stato possibile perché progressivamente negli anni ho acquisito la consapevolezza che non si trattava di un semplice lavoro ma, come tutti noi vigili del fuoco sappiamo, di uno stile di vita. "Un giorno senza rischio è non vissuto" per noi vigili del fuoco, cita la preghiera di Santa Barbara che ho letto per tantissimi anni, nelle celebrazioni del 4 dicembre".

Da Loberto un ringraziamento "a tutti coloro che con il loro esempio mi hanno insegnato a lavorare concentrato sull'obiettivo da raggiungere e consigliato che per “comandare” è necessario saper ascoltare e prendere decisioni senza mai tralasciare l'aspetto umano. Tra i miei ricordi c’è di aver ricoperto per brevi periodi negli anni 80 anche l’incarico di comandante di Forlì pro-tempore per la sporadica assenza del titolare e della concomitante mancanza del collega più anziano.  L’incarico di funzionario responsabile del distaccamento di Cesena mi ha permesso di conoscere meglio la professionalità, il bagaglio umano del personale, le istituzioni e una città del valore non inferiore a quella di Forlì. Ringrazio i tanti colleghi, a tutti i livelli, che mi hanno insegnato qualcosa e che mi hanno permesso di acquisire, giorno dopo giorno, un patrimonio di esperienze professionali ed umane".

Continua Loberto: "In questi trentotto anni ho avuto modo di essere responsabile provinciale di vari settori della nostra organizzazione: formazione, polizia giudiziaria, Nbcr, gruppi sportivi, patenti nautiche e terrestri, relazioni esterne, referente istituzionale della comunicazione e per l’emergenza, punto di riferimento ministeriale per il progetto scuola sicura e ambiente sicuro, referente per l’Associazione, cerimoniere nazionale dal 1994, nonché organizzatore di tutti i raduni sino a quello di Viterbo del 2022. Ho sempre apprezzato e supportato l'attività degli amici dell'Associazione Nazionale che, con la loro opera attenta ed entusiasta garantiscono la preservazione della nostra storia e delle tradizioni nonché favoriscono la divulgazione della cultura della sicurezza".

"In ambito nazionale dal 1984 sono stato inserito nell’elenco tra i docenti esperti nel Corpo sulla radioattività e i più anziani colleghi si ricorderanno che ho redatto anche il primo manuale radiometrico utilizzato presso tutti i Comandi; sono stato designato in numerosi importanti gruppi di lavoro tra i quali quello per la redazione della normativa del D.Lgs 81/08, per la stesura delle procedure di decontaminazione e l’igienizzazione post intervento - continua -. Dopo l’esperienza di Chernobil, quale esperto nazionale, ho cercato di conferire un forte impulso all’Nbcr provinciale, facendo riconoscere, dal Corpo e dalla Direzione Regionale, il Comando di Forlì quale polo di riferimento per l’emergenza radiologica per l’Emilia Romagna, insieme a Piacenza, realizzando il laboratorio fisso di spettrometria gamma con sonda al germanio che ha funzionato per numerosi anni; inoltre ho allestito il laboratorio mobile radiometrico, ancora oggi in uso".

Inoltre, prosegue, "ho avuto l’orgoglio nel 2011 di essere il rappresentante dell’Italia, per il Corpo Nazionale, quale relatore al convegno internazionale a Varsavia sui comportamenti umani in gruppo nell’evacuazione e nell’emergenza. In ogni realtà per trentotto anni mi sono confrontato con problematiche, difficoltà e responsabilità diverse, ma ho sempre applicato in ogni situazione i principi appresi fin dall'inizio della mia carriera e consolidatisi nel corso degli anni: rispetto degli interlocutori, ascolto attivo, preparazione professionale, dedizione, decisione. Dal mio ingresso nel Corpo Nazionale ho partecipato a quasi tutte l’emergenze nazionali dove l’organizzazione complessa dei Vigili del Fuoco dà il meglio di se, sia con le squadre ma anche tecnico nel nucleo interventi speciali di consolidamento. Ricordo di aver partecipato per l’emergenza Chernobyl del 1986, l’alluvione in Liguria 1994, l’esondazione del Po nel 1994, la frana a Sarno del 1998, l’emergenze sismiche di Marche ed Umbria del 1997, in Abruzzo del 2010, in Emilia Romagna nel 2011, Centro Italia 2016 e 2017, emergenza neve a L’Aquila - Rigopiano 2017, l’emergenza neve a Forlì del 2012, l’ultima pandemia da Covid dal 2019, di cui ho coordinato in ambito provinciale le opere di sanificazione. Molto si è fatto nel settore della formazione che ha permesso agli operatori del soccorso un notevole miglioramento della performance e di autoprotezione da incidenti".

"Cosciente della necessità di crescere in conoscenza ed esperienza, a fianco dei colleghi, ho frequentato tutti i corsi operativi di base e non solo, consapevole che per progredire in vari settori, occorre formarsi insieme a loro che operano quotidianamente nello scenario incidentale - continua nel suo saluto -. Siamo riusciti insieme ad ottenere grandi risultati basandoci solo sulle nostre forze, sulle professionalità e le eccellenze che sono presenti nell'ambito del Comando in tutti i settori, dando lustro a Forlì-Cesena, facendo leva sull'entusiasmo che i Vigili del Fuoco sanno esprimere nei vari campi e senza mai ridurre l’efficienza nei servizi che dobbiamo erogare alla cittadinanza. Le maggiori gratificazioni ritengo di averle ricevute dal personale operativo con il quale negli anni ho condiviso l'attività di soccorso sia negli ambiti provinciali che nelle emergenze nazionali, sia dalla gente delle popolazioni colpite dalle catastrofi naturali".

"L’iniziativa che rimarrà indelebile nella mia memoria, nella storia del Comando e della città di Forlì, oltre al 150° anniversario della fondazione dei civici pompieri di Forlì è quella della raccolta fondi benefica, pro terremotati dal titolo “non siete soli la Romagna è con voi”, di cui mi sono fatto promotore nel 2016, attraverso l’organizzazione di due spettacoli presso il teatro di Forlì e Cesena, di cui ho curato la direzione artistica e la presentazione, che ha contribuito alla ristrutturazione di una scuola e la realizzazione del giardino comunale a Visso - continua -. Negli anni durante la mia attività ho avuto modo di frequentare molti comandi tra cui Roma, Milano, Torino, ma sicuramente posso attestare che sono orgoglioso di aver prestato servizio effettivo in quello di Forlì-Cesena, uno tra i migliori in assoluto, grazie al personale che ne fa parte che ha creato un clima non comune e per merito di alcuni dirigenti che ne hanno compreso le potenzialità del personale, non hanno stravolto le linee generali dei precedenti e gestito il comando come un buon padre di famiglia".

"Negli anni da vigile del fuoco posso ricordare un evento che mi ha provocato un gran dispiacere quello di aver condiviso con i familiari ed i colleghi, la morte di una gran bella persona Lorenzo Facibeni, un compagno di lavoro e un amico, nonché di dover affrontare e risolvere tante difficoltà e restrizioni, per l’emergenza Covid19, per onorare la salma in modo adeguato - aggiunge -. Di contro, la più grande soddisfazione, in subordine agli elogi ricevuti dal Capo Dipartimento e capo del Corpo, direttori regionali e Comandanti è quella dell’intitolazione della sede centrale al Cre Lorenzo Facibeni, di cui sono stato il promotore tra il personale, con la raccolta firma, di aver trasmesso al Dipartimento la proposta e seguito la pratica sino al compimento dell’iter, grazie alla collaborazione dell’ Ing. Marco Ghimenti".

"Un altro punto di orgoglio per me e Forlì è la stampa e la divulgazione gratuita nel 2010 di oltre 1.000.000 di copie, da parte del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, in tutte le scuole d’Italia della mia pubblicazione: “Consigli per la sicurezza”, per la quale ha partecipato a trasmissioni Rai 1 e Mediaset". A conclusione della carriera, è pervenuto l’elogio formale dal Capo del Corpo Nazionale Guido Parisi . Conclude Loberto: "Le generazioni di vigili del fuoco che mi hanno preceduto, hanno lasciato un Corpo ben organizzato ed efficiente. Il mio impegno è consistito nel tenere alto il nome dei Vigili del Fuoco nel solco della tradizione, dello spirito di Corpo e professionalità. La nostra è una professionalità che esalta doti speciali ed affascinanti, quali la flessibilità mentale, la prontezza, la destrezza in prove dure, l’ardimento unita alla saggezza, l’abilità unita al coraggio, non attrae solo per queste, ma anche per altre motivazioni più profonde, la solidarietà e l’amore per i Vigili del Fuoco, una professione unica e non per tutti". 

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