Uscite dalla violenza e desiderose di tornare al lavoro: il Comune co-finanzia il costo del corso per diventare Oss

Iniziativa per aiutare le donne - ed in particolare quelle vittime di violenza – a trovare un impiego, nello specifico un lavoro da Operatore socio-sanitario, una figura professionale di cui c'è sempre più necessità

Unire due problemi per creare un'opportunità: è quanto farà il Comune di Forlì varando entro la prossima settimana un bando, finanziato con 40mila euro, per aiutare le donne - ed in particolare quelle vittime di violenza – a trovare un impiego, nello specifico un lavoro da Operatore socio-sanitario, una figura professionale di cui c'è sempre più necessità, prima del Covid e tanto più ora. Con questa cifra, stimando un'erogazione massima di 2.000 euro a domanda, si conta di guidare verso l'autonomia economica circa una ventina o più di donne. L'annuncio arriva in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Spiega il provvedimento l'assessore al Welfare Rosaria Tassinari: “Con 40mila euro intendiamo finanziare percorsi formativi per la ricerca di lavoro, dato che le donne manifestano interesse per  professioni in cui, però, servono tirocini costosi, per esempio la professione di Oss. Interveniamo finanziando in parte i costi dei corsi, purché certificati, che spesso sono molto impegnativi come costo per chi già manifesta fragilità economica”. In sostanza il Comune può arrivare a 2.000 euro di sostegno, ma sempre come forma di co-finanziamento rispetto ad una quota parte che resta a carico della tirocinante. L'obiettivo, sempre per Tassinari, è “favorire il ritorno nel circuito lavorativo delle donne vittime di violenza attraverso la formazione ad una professione che è molto ricercata ora, non è solo un intervento di assistenza, ma di promozione dell'autonomia”.

Il ritorno al lavoro è un elemento fondamentale per dare sostegno della donne vittime di violenza in quanto, come spiega Giulia Civelli, responsabile del Centro donna (che svolge funzioni di Centro anti-violenza del Comune di Forlì e dell'Unione dei Comuni), “spesso c'è la violenza economica accanto a quella fisica, in particolare per donne che non lavorano e si vedono così controllate nel reddito”. Solo nel 2020, ad anno non ancora ultimato, il Centro Donna ha gestito 102 casi di maltrattamento, di cui 75 verso italiani, e 27 verso stranieri. Il provvedimento è stato seguito anche da Andrea Cintorino, assessore alle Pari opportunità: “Per la ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, quest'anno non siamo riusciti a organizzare molte iniziative, ma ci sarà un convegno online sul codice rosso”. L'iniziativa trova il sostegno anche del Lions Club Forlì Host, guidato da Caterina Rondelli, che andrà a sostenere il percorso formativo di ulteriori due donne, con uno stanziamento di circa 6mila euro.

Il bando, va detto, non esclude le donne che non sono state vittime di violenza, né gli uomini. Tra i requisiti necessari: un Isee fino a 35.000 euro, l'iscrizione al Centro per l'impiego ed essere in carico ai Servizi sociali. I requisiti previsti sono molto ampi, per cui, esaurite le domande di chi ha maggior punteggio, perché appunto si trova nella difficile condizione di uscire da ambienti domestici in cui ha vissuto violenze e angherie, si andrà a finanziare percorsi di formazione di uomini e donne con problemi economici, considerato che – anche se in forma minoritaria – l'Oss è un mestiere che viene praticato ancheda  persone di sesso maschile. D'altra parte l'epidemia in corso sta colpendo duro specialmente su chi partiva già in condizioni di fragilità economica. “Aumenteranno i licenziamenti, sappiamo che stanno aumentando le dimissioni in bianco e se le donne chiedono il part-time si trovano a volte a perdere il lavoro”, sempre Civelli. Nonostante i tre mesi di lockdown, inoltre, non è calata l'affluenza al Centro Donna. Anzi, l'obbligo di stare chiusi in casa spesso chiude dietro una porta l'aguzzino e la vittima, amplificando il problema. 

L'aiuto sarà anche un'agevolazione ad acquisire autonomia da parte di donne che sono ospitate nella “casa rifugio”, un luogo segreto in cui arrivano in prima battuta le donne scappate dalle violenze. Fino al mese scorso erano presenti nella struttura, quasi piena, 5 mamme con 7 bambini. Ora, con  fondi del Lions Forlì Host, è stato possibile arredare una casa, permettendo a due di queste donne di uscire dalla tutela. Nel frattempo sono stati effettuati altri due nuovi collocamenti in struttura.  

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