Gli ritirano la patente 8 volte, con condanne e multe salate: le sue disavventure diventano un libro

Ha deciso di trasformare la sua infilata di disavventure col codice della strada in un libro dal titolo emblematico “Una vita senza patente”

Gli hanno ritirato per ben 8 volte la patente in circa vent'anni e ha deciso di trasformare la sua infilata di disavventure col codice della strada in un libro dal titolo emblematico “Una vita senza patente”. E' quello che ha pubblicato di recente Stefano Garavini, imprenditore forlivese di 51 anni. La sua storia di vita vissuta implica anche una serie di condanne penali, diverse decine di migliaia di euro pagati in spese legali e multe, e un lungo periodo di dissidio con la madre e la famiglia. La chiave del libro è drammatica-ironica. “Voglio mettere in guardia i giovani, nel mio libro non c'è segno di vanto per quanto accaduto, anzi è una catarsi, la storia della debolezza di un uomo che ogni volta dice 'Non lo rifaccio più' e poi ci ricasca. Il libro è una sorta di espiazione del peccato”.

“Sono finito due volte anche nelle vostre cronache”, spiega Garavini a ForlìToday. I ritiri di patente per  Garavini sono stati 6 per guida in stato di ebbrezza, uno per velocità e un altro a seguito di un'incidente “in cui però alla fine avevo ragione io”, spiega l'autore del libro, edito da Leone Editore. Per una serie di circostanze tecnico-giuridiche non ha avuto mai l'aggravio della recidiva, spiega Garavini, e per questo non ha visto la revoca definitiva della patente. Ma per circa due anni e mezzo ha dovuto cercarsi mezzi alternativi, la bicicletta in particolare. “Girando a piedi o in bicicletta, visto che era l'unico mezzo che potevo condurre, ho visto il mondo diversamente”.

“Ho vissuto anche le pene via via più severe della guida in stato di ebbrezza, da quando te la cavavi con 700mila lire di multa e 1-2 mesi di sospensione della patente, ad ora dove si arriva a 2-3 anni e dove la pena si espia con lavori di pubblica utilità”. Garavini ha collezionato anche circa 400 ore di lavori sociali da fare. La storia non è ovviamente solo un'infilata di multe anche molto salate, ma la storia di una persona, della sua gioventù tra le discoteche e le amicizie, di come è cambiata la società ed infine del rapporto tra l'autore e la madre, che lo riteneva un inguaribile alcolizzato. “Ma mi sono rappacificato con lei prima che morisse”, aggiunge.

"Il libro è anche un modo per ringraziare le tante persone buone che ho incontrato in questo cammino, dagli psicologi del Sert che mi hanno dato una grande mano, al personale della commissione patenti e delle forze di polizia che, ormai conoscendomi, si sono sempre comunque comportati in modo professionale e senza infierire, ero consapevole che avevano ragione loro. Tutti mi hanno trattato prima di tutto come una persona debole”. Precondizione della realizzazione del libro, poi, è stata che “in queste vicissitudini non ho mai fatto del male a nessuno”, anche se ovviamente il fatto che non si sia mai concretizzato l'evento tragico non toglie niente al pericolo creato tante volte sulla strada.

Il libro verrà presentato sabato 8 giugno alle 10.30 alla libreria mondadori corso della Repubblica Forlì e mercoledì 12 giugno alle 20.00 presso la Fiasca, via Oberdan 38, in collaborazione con la libreria Mondadori.

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