Volantino contro Elisa Deo: condanna per gli esponenti del Pd di Galeata

Al centro della denuncia, ricorda l'attuale sindaco di Galeata, "uno squallido ed irripetibile volantino affisso in gigantografia per oltre un mese nella bacheca del partito"

Il Tribunale di Forlì ha condannato venerdì scorso a 6 mesi, alle spese legali e a 30mila euro di risarcimento alcuni componenti della segreteria di Pd di Galeata a seguito del procedimento per diffamazione iniziato nel 2012 a seguito di una querela sporta da Elisa Deo. Al centro della denuncia, ricorda l'attuale sindaco di Galeata, "uno squallido ed irripetibile volantino affisso in gigantografia per oltre un mese nella bacheca del partito, distribuito in ogni casa e pubblicato sulla stampa locale e nazionale". Il sindaco ha anche comunicato i nomi dei condannati: "Federica Palareti, all'epoca segreteria del Pd locale, Rober Nanni, Rocco Zampolla, Mhalla Nourredine e Mattia Balzani, attuale segretario Pd".

"Dopo 6 lunghi anni, è finalmente terminata una vicenda per me molto dolorosa, ma ancora di più per i miei famigliari che hanno sofferto particolarmente - continua Deo -. Voglio condividere l’esito di questa sentenza, prima di tutto con il Comitato di LiberaMente composto da persone che hanno creduto in me e mi hanno dato piena fiducia nonostante il fango che mi era stato gettato addosso, decidendo di supportarmi come candidata alle amministrative del 2013. Assieme avevamo scelto di seguire un nuovo modo di fare politica, tutt’ora utilizzato, scevro da offese, attacchi personali e dileggio e concentrato invece sulle questioni di merito, sui contenuti, sulla qualità dei programmi, sull’onestà intellettuale, sui principi di morale ed etica". 

Prosegue Deo: "La voglio condividere con tutti gli elettori che 5 anni fa hanno deciso di sostenere le idee ed il programma con cui mi rimettevo al loro giudizio, con tutti i cittadini che pur non votandomi, non si sono fatti influenzare dal discredito mirato, dall’insinuazione, dall’ attacco vile e che invece mi hanno sempre rispettata come amministratore, come cittadina e come donna.
La voglio condividere con le donne che mi hanno accompagnata in questi anni; quelle di LiberaMente che assieme a me hanno fatto o stanno facendo un pezzo di strada, alle donne impegnate in politica che conoscono fatica, rabbia, paura, ma che sono piene di coraggio perché il percorso è molto duro, ancora lungo e tutto in salita, al mio avvocato Monica Rossi per il grande impegno profuso non solo come valida professionista, ma anche come donna che mi ha sostenuta moralmente in questo difficile percorso, alle donne che subiscono violenza, non solo fisica, ma anche psicologica perché possano andare sempre a testa alta e non ci sia mai nulla per cui debbano vergognarsi, alla donna più forte che conosca, mia mamma, per tutta la sofferenza, il dispiacere e le lacrime che ingiustamente ha dovuto versare a causa loro, alla donna più importante della mia vita, mia figlia Penelope, perché sappia sempre da che parte stare e perché non si arrenda mai di fronte a qualsiasi tipo di ingiustizia".

"Il ringraziamento ai miei genitori e alla mia famiglia non può essere raccolto in parole, così come quello agli amici di ogni giorno che non mi hanno mai fatto mancare vicinanza e sostegno. Un ringraziamento doveroso e di cuore è rivolto ai colleghi sindaci del Pd del territorio forlivese, che in quel frangente mi difesero pubblicamente, così come l’allora segretario Pd provinciale, ora deputato, Marco di Maio che prese subito le distanze da quel documento contenente espressioni triviali e ridicole ed il sindaco e amica Rosaria Tassinari che ha preso parte anche al processo in qualità di testimone - continua il primo cittadino -. Prima di tutto, l’esito di questa triste vicenda fa bene a me, al mio cuore ed alla mia testa, ma sicuramente farà bene anche a tutti coloro che hanno subito gli stessi trattamenti e le stesse angherie in questi anni. In fondo, noi sindaci siamo abituati ad essere continuamente attaccati, obbligati a dare risposte immediate, costretti molto spesso a difenderci".

"E’ richiesta presenza, gentilezza, capacità di ascolto, iniziativa politica, competenza, una vita trasparente e molte volte l’assenza di una vita privata. La vita inevitabilmente si complica. Attaccare un sindaco si può, fa parte delle regole della politica e dell’amministrazione, si può anche discutere ed argomentare in maniera accesa, ma a tutto c’è un limite. E se quel limite viene travalicato, non si è più nella sfera della dialettica politica, ma solo nella cattiveria dei singoli - chiosa -. Parole come quelle contenute in quel volantino sono risultate avvilenti per chiunque le abbia lette, hanno lasciato l’amaro in bocca ed un senso di profondo sconforto in tutti quelli che hanno sempre creduto nella bellezza della politica. Spero quindi che tutto ciò funga da monito per coloro che pensano impunemente che dietro lo schermo della critica politica si possa essere legittimati ad alzare sempre di più l’asticella e dire o scrivere qualsiasi cosa".

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"Questa è la mia terza campagna elettorale e riscontro che, tutte, purtroppo sono terribilmente uguali - conclude -. Dopo 5 anni di sana amministrazione e tranquillità plateale, il clima, torna ad essere avvelenato da lettere anonime, scritte sui muri e discredito da piazza. Mi preme quindi riaffermare la mia indipendenza da qualsiasi partito politico per continuare ad amministrare LiberaMente, nell’esclusivo interesse dei cittadini e senza ulteriori finalità, se non quelle dirette al bene pubblico. E’ quindi molto chiaro chi erano allora e chi sono oggi, gli artefici di una politica locale di bassissimo livello, basata sulle offese personali, gli attacchi biechi, le parole oltraggiose, il cinismo gratuito, che io ed il comitato di LiberaMente rigettiamo totalmente per lasciare invece spazio ad una politica basata sul rispetto, il confronto di temi, programmi ed argomenti di merito cari alla collettività".

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