Wwf, l'appello alla Regione: "No a nuove dighe. Razionalizzare l'utilizzo delle fonti"

Per aumentare l'approvvigionamento, aggiunge Conti, Romagna Acque deve piuttosto "razionalizzare l'utilizzo delle sue fonti", con una serie di azioni

No a nuove dighe di cemento armato in Romagna. Il presidente del Wwf Forli' Alberto Conti scrive una lettera aperta all'assessore regionale all'Ambiente, Irene Priolo con un appello a fermare Romagna Acque che, sottolinea Conti, "ribadisce e rilancia la volonta' di costruire nuovi invasi per aumentare l'approvvigionamento idrico dell'acquedotto di Romagna". Eppure, sottolinea il Wwf "non compete a Romagna Acque pianificare nuove fonti idriche, ma alla Regione con il suo Piano di Tutela delle Acque, che non prevede alcunche' del genere ne' oggi, ne' in previsione".

Per aumentare l'approvvigionamento, aggiunge Conti, Romagna Acque deve piuttosto "razionalizzare l'utilizzo delle sue fonti", con una serie di azioni. Come la creazione di "interconnessioni idriche fra i vari territori di sua competenza", il "controllo in remoto di tutte le sorgenti", il mantenimento della "funzionalita' dei bacini imbriferi, salvaguardando e aumentando la copertura forestale". Nuovi invasi, invece, avrebbero un impatto ambientale "elevatissimo e devastante, con costi economici esorbitanti, modificando irreversibilmente la naturalita' dei luoghi", tra cui quelli vicino al Parco nazionale Foreste Casentinesi Falterona e Campigna.

Per Conti, poi, i nuovi invasi comporterebbero "costi economici aggiuntivi a carico della collettivita' da quattro a otto volte il costo di costruzione". E ancora, la qualita' dell'acqua nei piccoli invasi "si deteriora rapidamente" e diventa "inutilizzabile in breve tempo". Insomma, la soluzione e' "il riuso a fini irrigui delle acque reflue dei depuratori, gia' accreditato da studi scientifici approfonditi". La quota d'acqua corrispondente del Cer, non piu' destinata all'irrigazione e "dirottabile a fini idropotabili" consentirebbe di soddisfare "un fabbisogno di molto superiore a quello soddisfacibile dagli invasi ipotizzati, soprattutto in caso di siccità". (fonte Dire)

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