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"Rischio di rimanere paralizzata per colpa di una zecca, si tenga sotto controllo il problema"

I Comuni prendano provvedimenti sanitari per ridurre la presenza di zecche in aree urbanizzate e sulle spiagge. E' l'appello che viene da una forlivese

I Comuni prendano provvedimenti sanitari per ridurre la presenza di zecche in aree urbanizzate e sulle spiagge. E' l'appello che viene da una forlivese di 60 anni, sarta, colpita da una grave malattia, appena diagnosticata, il Morbo di Lyme. Questa malattia viene trasmessa spesso tramite la puntura di una zecca, zecche che – stando anche ad altre segnalazioni di cittadini – si sarebbero moltiplicate a dismisura in città, ma anche nelle spiagge. Venerdì scorso una donna ha lamentato di essere stata punta in un giardino pubblico e di essersi ritrovata il telo da mare pieno dopo averlo normalmente steso in spiaggia nella zona di Lido di Savio e Lido di Classe.

La sessantenne forlivese ha passato due settimane in ospedale prima che, tramite sofisticate analisi, si potesse individuare la malattia, che è partita con formicolii, mal di schiena, problemi di circolazione alle gambe e ai piedi. Ed ora è paralizzata alle gambe, con gravi difficoltà a muoversi se non con delle stampelle. Per guarire – ma una guarigione completa non è garantita – ci vorranno 3-4 mesi almeno, con cure da effettuare in day hospital. “Sto rischiando di rimanere paralizzata, i medici hanno detto che è un fenomeno in crescita negli ultimi anni – spiega l'artigiana -, vorrei avvisare la cittadinanza, perché può succedere a chiunque”. E continua: “Nel reparto di Neurologia dell'ospedale di Forlì sono stati molto bravi, sono andati molto in profondità, trovando la malattia”, ma resta la necessità di prevenzione. “Se queste zecche si stanno moltiplicando è necessario prendere provvedimenti, che qualcuno si faccia carico della disinfestazione”.

L'artigiana forlivese non sa esattamente il momento in cui è stata punta, né se n'è accorta al momento: “Ma i sintomi possono venire anche 3-6 mesi dopo il morso e le zecche possono essere pure molto piccole”. Insomma, non sempre ce ne si accorge. “Una cosa è sicura: non sono andata negli ultimi mesi in prati o in boschi, dove è normale che siano, ma per andare a lavorare a piedi attraverso sempre un giardino pubblico”. La richiesta quindi è di tenere monitorato il problema “perché non capiti anche ad altri quanto è successo a me, una malattia molto lunga e debilitante”.

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