Zoffoli portò il 'porta a porta' a Forlimpopoli: "12 anni fa gli stessi dubbi, poi tutti convinti"

“Tanto tempo è passato dall’ottobre del 2006 quando Forlimpopoli partì con la raccolta differenziata porta a porta, fino a diventare seconda in Regione per percentuale di raccolta"

“Tanto tempo è passato dall’ottobre del 2006 quando Forlimpopoli partì con la raccolta differenziata porta a porta, fino a diventare seconda in Regione per percentuale di raccolta. Allora era una sperimentazione, oggi è diventata una necessità! Si deve fare il porta a porta perché è l’unico metodo sperimentato che permette percentuali differenziate molto alte, produzione di rifiuto molto bassa e una migliore qualità del materiale raccolto. Produrre poco rifiuto indifferenziato è un imperativo soprattutto per il futuro dei nostri figli e nipoti. Riducendo i rifiuti da bruciare o da conferire in discarica diminuisce l’inquinamento e non si distruggono le materie prime che, se non riutilizzate, prima o poi finiscono. Produrre meno rifiuto indifferenziato fa spendere anche meno perché non si pagano le sanzioni Europee, si hanno incentivi con la Legge sull’economia circolare Regionale e si riducono le spese per l’incenerimento, che oggi, finalmente, sono molto alte. Forlimpopoli e Bertinoro, negli ultimi anni, facendo il porta a porta, sono i Comuni con le tariffe dei rifiuti più basse della Romagna”: l'invito a sostenere la novità di Alea è di Paolo Zoffoli, consigliere regionale del Pd, ma soprattutto sindaco di Forlimpopoli quando la cittadina artusiana sperimentò, oltre dieci anni fa, il nuovo modello di raccolta.

Difende la scelta di Alea Zoffoli: “Sono 13 i Comuni del Forlivese hanno scelto di fare una società di proprietà dei Comuni per gestire i rifiuti: ALEA. Alea non essendo una SPA non ha fini di lucro e, quindi, le tariffe non dovranno fare utili, ma solo coprire i costi. Non essendo Alea proprietario di inceneritori o discariche, ha interesse a raccogliere differenziato, perché, diventando proprietario delle frazioni raccolte differenziate, non ha interesse a bruciarle, ma a valorizzarle al massimo”.

Ed ancora: “Rispetto alle tariffe vorrei fare alcune puntualizzazioni, negli ultimi 5 anni a Forlì la tassa dei rifiuti con Hera è aumentata del 30%, nessuno ha fiatato; il metano aumenta dal  primo di gennaio del 7% (alcune centinaia di euro a famiglia), nessuno fiata. Alea non è ancora partita e già si protesta perché forse alcuni servizi costeranno 10 euro in più all’anno. Oltretutto questo minimo aumento non sarà dovuto ad un aumento dei costi, che non sono previsti, ma all’introduzione della tariffa puntuale obbligatoria per legge Regionale. L’introduzione della tariffa puntuale è giusta e responsabilizzante. Chi produce più indifferenziato è giusto che paghi di più; chi ha un giardino grande e fa venire a prendere le potature a casa è giusto che paghi il servizio. Fino ad oggi non è che il gestore regalava il servizio, ma lo pagavamo tutti anche chi non ne usufruiva. È giusto che la signora anziana e sola che vive in un monolocale senza un metro di verde paghi quota parte della raccolta del verde del mio giardino? A me non pare giusto. Differente è la maggiorazione prospettata per i pannolini e i pannoloni, secondo me sono spese sociali, che debbono essere contabilizzate nella fiscalità generale, oltre tutto sono cifre poco rilevanti e che creerebbero grossa difficoltà nella gestione”.

“Vorrei fare alcune considerazioni, per quelli che ancora devono partire col porta a porta, è sicuramente una rivoluzione che a regime migliorerà anche la qualità dell’impegno per la gestione dei rifiuti. Io sento ancora oggi domande che sentivo fare 10 anni fa a Forlimpopoli, l’inizio sembra a tutti un grosso problema, ma a regime sarà più facile di adesso. A Forlimpopoli, dopo sei mesi, con un sondaggio ci risultò che il 90% dei cittadini non avrebbe più voluto tornare indietro. Fare il porta a porta obbliga ognuno di noi a capire finalmente il valore della raccolta differenziata, che permetterà una vita migliore ai nostri figli e nipoti. Due parole infine sulla chiusura della filiera dei rifiuti. Una società moderna deve tendere a non fare rifiuti, ma solo frazioni differenziate, riutilizzabili. Da noi tutto ciò avverrà in pochissimi anni, è irreversibile! Questo comporta con il tempo la chiusura degli inceneritori e l’apertura di fabbriche, che riutilizzando le frazioni differenziate, le valorizzeranno. Oggi con la raccolta differenziata cresce notevolmente la quantità delle frazioni da riutilizzare e ne cala il costo. Questo crea le condizioni per aprire, nei nostri territori, quelle fabbriche che, riciclando, creano economia e posti di lavoro. È indispensabile che l’Europa, gli Stati nazionali e le Regioni investano per incentivare finalmente l’apertura di queste fabbriche che possono fare la differenza e contribuire, valorizzando il differenziato, a calare i costi”.

“C’è un ultimo vantaggio che voglio evidenziare, con il porta a porta e con l’apertura di fabbriche che lavorano le frazioni differenziate, aumenta l’economia e soprattutto aumentano tanti posti di lavoro, principalmente per le categorie più svantaggiate, non per niente molte operazioni sono gestite da Cooperative sociali di tipo B. Considerazioni finali: bravi i Sindaci che hanno scelto di fare il porta a porta con ALEA, società in house, brava ALEA grande Società appena partita che ha, fino adesso, gestito senza problemi il cambio di gestione, bravi i Cittadini che avendo capito l’importanza della scommessa per i figli e i nipoti, si mettono a disposizione, bravi tutti coloro che nel loro ruolo aiuteranno questa rivoluzione (Scuole, Organi di Informazione, Associazioni di Volontariato, Sindacati, Associazioni di categoria, ecc.). Sentiamoci tutti responsabili di una rivoluzione che non ci possiamo permettere di perdere”.

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