Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Spostamenti, congiunti, spesa, attività sportive e asporto: cosa si può fare e cosa no nella "zona arancione"

Ecco le risposte, ricordando che la sezione 'Faq' tiene conto esclusivamente delle misure introdotte da disposizioni nazionali e che le Regioni e le Province autonome possono adottare specifiche ulteriori disposizioni restrittive

L'Emilia Romagna da domenica 15 novembre fino al 3 dicembre è 'zona arancione' dopo l'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. A suddividire l'Italia in tre aree, corrispondenti ad altrettanti scenari di rischio, è stato il governo attraverso il Dpcm del 3 novembre. Per ogni area ci sono specifiche misure restrittive il governo fornisce dei chiarimenti, rispondendo alle domande più frequenti dei cittadini. Ecco le risposte, ricordando che la sezione 'Faq' tiene conto esclusivamente delle misure introdotte da disposizioni nazionali e che le Regioni e le Province autonome possono adottare specifiche ulteriori disposizioni restrittive, di carattere locale, per conoscere le quali è necessario fare riferimento ai canali informativi istituzionali dei singoli enti.

DOMANDE E RISPOSTE: SPOSTAMENTI-1 - SPOSTAMENTI-2 - ATTIVITA' COMMERCIALI - ATTIVITA' PRODUTTIVE - EVENTI, CERIMONIE, RIUNIONI

L'ordinanza regionale

In Emilia Romagna resta valida l’ordinanza regionale adottata giovedì dal presidente Stefano Bonaccini, d’intesa col ministro Speranza, che contiene misure che puntano ad evitare soprattutto assembramenti e situazioni a rischio contagio. Rispetto a quelle previste dall’ingresso in zona arancione, prevarranno le misure maggiormente restrittive. Sulla base dell’ordinanza regionale, quindi, da sabato bisogna rispettare anche regole non previste in zona arancione, a partire dal fatto che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, sempre fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari.

Lo stesso avverrà con le seguenti misure: uso obbligatorio della mascherina sempre, non appena fuori di casa; attività sportiva e motoria preferibilmente in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, mentre non sarà possibile nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate; l’ingresso di un solo componente per nucleo familiare negli esercizi di vendita di generi alimentari; lo stop ai mercati comunali in assenza di regole precise di sicurezza fissate dai Comuni; la sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Mercati e fiere su aree pubbliche e private saranno sospesi, ad eccezione, per quanto concerne l'esempio di Forlì, del mercato alimentare coperto di piazza Cavour.

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