Cronaca

Coronavirus, l'Emilia Romagna torna arancione: riaprono negozi e centri estetici. Via libera alle visite ad amici e parenti

Dal 12 aprile ci saranno quindi nuove regole e misure per spostamenti, scuola e categorie di negozi

L'Emilia Romagna lascia di nuovo la zona rossa e torna in zona arancione. Dal 12 aprile ci saranno quindi nuove regole e misure per spostamenti, scuola e categorie di negozi. Riaprono quindi anche le scuole superiori che, come si legge nelle Faq sul sito del Governo, "adottano forme flessibili nell'organizzazione dell’attività didattica, in modo che almeno al 50 per cento e fino ad un massimo del 75 per cento degli studenti sia garantita l'attività didattica in presenza".

La zona arancione garantisce la piena libertà di movimento all’interno del proprio comune, senza l'esibizione dell'autocertificazione, che va presentata dalle 22 alle 5 quando sono consentiti gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Sono consentite anche le visite, una volta al giorno, ad amici e parenti, però al massimo in due persone (sono esclusi dal conteggio i figli under 14 e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro). Riaprono tutti i negozi, con restrizioni solo per i centri commerciali nei weekend, mentre bar e ristoranti proseguono in modalità asporto. Tornano al lavoro anche estetisti e parrucchieri. Tornano i mercati ambulanti.

Riaprono i centri che offrono sport individuali come il tennis, il golf o il padel. In assenza di tali strutture, è possibile raggiungere quelli dei Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base. Resta vietato l’uso degli spogliatoi. Chiusi palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali, che potranno erogare prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e le attività riabilitative o terapeutiche.

Gli spostamenti 

Resta in vigore il coprifuoco, con divieto di circolazione dalle 22 alle 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Non sono consentiti gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all'altra e da un Comune all'altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all'interno del proprio Comune.

Saranno comunque permessi gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. È consentito, una sola volta al giorno, tra le 5 e le 22, spostarsi (al massimo due persone con al seguito bambini sotto i 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro) verso una sola abitazione e andare a trovare chi vi abita. Ma soltanto all’interno del proprio comune visto che nelle zone arancioni non è possibile uscire dal territorio comunale. 

Negozi, bar e ristoranti

Per quanto riguarda i negozi, potranno rimanere aperti fino alle ore 21. Per quanto riguarda bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie (i cosiddetti pubblici esercizi) alle 5 alle 22 è consentita la vendita con asporto di cibi e bevande, come segue: dalle 5 alle 18, senza restrizioni; mentre dalle 18 alle 22, è vietata ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice Ateco 56.3). Per le consegne a domicilio non ci sono restrizioni.

E' prevista la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema, musei e teatri. Sono aperti i centri sportivi. Le funzioni religiose si possono svolgere con la partecipazione di persone, ma nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo con le rispettive confessioni.

Scuola

Per quanto riguarda le scuole superiori, la didattica proseguirà in forma mista: un po' a distanza e un po' no. Le regole sono sempre le stesse: mascherina, igienizzazione delle mani, finestre aperte il più possibile e distanziamenti anche a due metri, se gli spazi lo consentono. E' assicurato in presenza lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia (nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare comunque denominati e gestiti); dell’attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia (materna); dell’attività scolastica e didattica della scuola primaria (elementari); dell’attività scolastica e didattica della scuola secondaria di primo grado (scuole medie).

Nello stesso periodo, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici etc.) garantiscono l’attività didattica in presenza ad almeno il 50 per cento, e fino a un massimo del 75 per cento, della popolazione studentesca, mentre la restante parte si avvale della didattica a distanza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento telematico con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

Sport

Salvo diverse disposizioni più restrittive emanate dalla autorità locali e nell'assoluto rispetto del divieto di assembramento, dalle 5 alle 22 è consentito svolgere attività sportiva, anche amatoriale, o attività motoria solo all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, dove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per la semplice attività motoria, salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minorenni o per le persone non completamente autosufficienti.Il tennis e padel, non rientrando nelle categorie degli sport di contatto, potranno continuare solo in centri e circoli sportivi all'aperto, previo rispetto dei protocolli di sicurezza.

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