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A Bertinoro trentanove cantine fanno la storia di Romagna

Domenica la Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna di Bertinoro si è arricchita di 49 nuovi vini. E non parliamo solo di Sangiovese ma anche di Albana

Domenica la Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna di Bertinoro si è arricchita di 49 nuovi vini. E non parliamo solo di Sangiovese ma anche di Albana, che quest’anno festeggia il venticinquennale della DOCG. Se infatti l’idea di accogliere il bianco romagnolo nella Riserva Storica era già in nuce lo scorso anno, quando l’Albana secco Codronchio di Fattoria del Monticino Rosso aveva per primo trovato spazio sotto le volte di piazza della Libertà 10, oggi è stata avviata una più sistematica raccolta delle migliori espressioni di questo vitigno nelle versioni secco, passito e passito riserva, con 17 etichette selezionate.

In una grande festa, dalla Statua del Vignaiolo il carro carico di bottiglie ha percorso le vie del borgo accompagnato dalla Banda Città di Bertinoro, dai gonfaloni dei Comuni del vino della Romagna e dalle autorità. Una volta in Piazza della Libertà il prezioso nettare è stato messo a dimora nella Riserva Storica con un passaggio di mano in mano cui hanno partecipato anche alcuni dei sindaci delle Città del Vino che nella mattinata avevano presenziato alla Convention Autunnale dell’Associazione. “La Riserva Storica non è di Bertinoro, ma di tutta la Romagna” ha sottolineato il Sindaco Nevio Zaccarelli. “Come la Colonna dell’Ospitalità è un simbolo dell’accoglienza di tutto il popolo romagnolo ed è stata realizzata con il contributo delle amministrazioni di diversi Comuni, così la Riserva Storica nasce con l’intento di rafforzare l’identità enoica di tutta l’area e non solo del Colle Cesubeo”.

Nella Riserva Storica dei Sangiovesi di Romagna sono stati immessi i vini di 39 cantine, di cui 8 sono state coinvolte per la prima volta: Ancarani e Cantina San Biagio Vecchio sulle colline faentine, La Collina e Villa Liverzano nell’area di Brisighella (RA), Costa Archi di Castelbolognese (RA), Casetta dei Frati di Modigliana (FC), Terre della Pieve di Cesena (FC) e la riminese Tenuta Carbognano. “La selezione dei viene fatta di anno in anno, perché il potenziale di invecchiamento del vino dipende non solo dalle pratiche agronomiche ed enologiche ma anche dall’interazione tra l’andamento climatico e le caratteristiche del terroir.” Spiega Giorgio Melandri, responsabile Emilia Romagna per il Gambero Rosso e curatore del progetto. “Quest’anno ho inserito nella Riserva 8 nuove aziende fortemente legate al territorio e oggi capaci di proporre riserve che potranno essere interessanti anche bevute tra dieci o vent’anni. Fa piacere vedere che sempre più produttori puntano a rispecchiare nel vino il luogo in cui nasce, prestando al contempo grande attenzione alla qualità: sono questi i due cardini fondamentali su cui costruire un’identità enologica forte per la Romagna.”

Non sono infine mancate le occasioni di approfondimento. "Per completare una giornata dedicata ai più tipici vini romagnoli” sottolinea l’Assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Bertinoro Mirko Capuano “Nelle sale comunali si è svolto un incontro dedicato all’Albana a cura dell’AIS Romagna seguito da un banco d’assaggio accompagnato dai prodotti tipici di Romagna Terra del Sangiovese. Ai giornalisti di settore, ai produttori e ai sommelier interessati al Sangiovese, invece, un’interessante degustazione guidata da Giorgio Melandri ha consentito di sperimentare sul proprio palato l’influenza del terroir e quella dell’annata confrontando Sangiovesi prodotti in diverse parti della Romagna negli ultimi 10 anni.”


 

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