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A Forlì i più illustri esperti d’Europa parlano di innovazione responsabile

René von Schomberg, della Commissione Europea, in particolare ha evidenziato che l’Innovazione Responsabile non mira a favorire la mera crescita economica

Dal 15 al 17 maggio  Forlì ha ospitato il mid-term event del progetto europeo FaRInn. Organizzato da CISE (Centro per l’Innovazione e lo Sviluppo Economico della Camera di Commercio di Forlì-Cesena), che riveste anche il ruolo di capo-progetto, l’incontro ha riunito i partner provenienti da Bosnia-Herzegovina, Grecia, Ungheria, Italia, Montenegro, Romania e Slovenia.

Scopo di questo incontro era quello di definire e indirizzare lo sviluppo del progetto FaRInn. In particolare, dopo aver ricapitolato le attività svolte nella fase iniziale del progetto, le discussioni si sono incentrate sull’analisi locale riguardante lo stato dell’innovazione responsabile, la cui elaborazione impegnerà ciascun partner durante l’estate. L’obiettivo è quello di predisporre le condizioni per un confronto delle esperienze dei territori coinvolti e per uno scambio di buone pratiche,che potrebbero potenzialmente rappresentare azioni adattabili ed implementabili anche in aree geografiche differenti da quelle in cui sono state osservate.

L’incontro dei partner si è concluso con la conferenza di medio termine del progetto FaRInn, intitolata “A Conversation on Responsible Innovation in Europe” e inserita nel più ampio contesto di “S-Legàmi – L’Innovazione Responsabile”. Moderati da Simone Arnaldi del Centro di tecnologie, diritto, etica e società della Università di Padova, sono intervenuti René Von Schomberg, Xavier Pavie, Richard Owen e Hillary Sutcliffe, alcuni tra gli esperti più illustri d’Europa nel campo.

René von Schomberg, della Commissione Europea, in particolare ha evidenziato che l’Innovazione Responsabile non mira a favorire la mera crescita economica, quanto piuttosto una crescita economica di alta qualità; crescita che non può essere considerata progresso se l’innovazione è strutturata su un ambiente di lavoro difficile, sottopagato e rischioso. Egli si è inoltre complimentato per l’unicità del progetto FaRInn che è uno dei primi in Europa a tentare di sviluppare una struttura coerente dell’Innovazione Responsabile.

Xavier Pavie, dell’Università di Parigi Ovest, ha sottolineato la complessità che caratterizza il processo di Innovazione Responsabile, ancora più di quello di innovazione. Richard Owen, dell’Università di Exeter, ha affermato la necessità di dare all’Innovazione Responsabile una struttura che risponda alle seguenti domande: a che tipo di futuro vogliamo che ci porti l’innovazione? Che valori dovrebbe rappresentare? E come ci comportiamo di fronte alla condizione di ignoranza e incertezza che caratterizza il processo d’innovazione?

Hilary Sutcliffe, del think-tank Matter, ha analizzato il tema della partecipazione ed enfatizzato quanto è importante considerare i diversi interessi degli stakeholder (investitori, ONG, imprenditori, ecc.). La conferenza ha rappresentato la prima occasione di incontro e confronto diretto tra i relatori e si è conclusa con la proposta di una possibile struttura per il processo di Innovazione Responsabile, dopo aver analizzato le principali barriere e sottolineato l’importanza della collaborazione e della partecipazione.

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