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Addio a Imu e Irap agricola, la Coldiretti locale plaude alla promessa

​L'alleggerimento delle tassazioni sulle imprese agricole potrebbe migliorare i già buoni risultati ottenuti quest'anno dall'agricoltura emiliano romagnola: dall'aumento dell'occupazione dipendente, a quello dell'export agroalimentare

Addio a Imu e Irap agricola. Questi i provvedimenti annunciati dal premier Matteo Renzi, intervenuto quest'oggi alla Giornata dell’Agricoltura Italiana promossa da Coldiretti ad Expo, alla quale hanno partecipato 30 mila produttori da tutta Italia, di cui oltre 500 dalle province di Forlì-Cesena e Rimini. “Un primo passo avanti verso la ripresa, una vera e propria iniezione di competitività – commentano Filippo Tramonti e Giuseppe Salvioli, Presidente rispettivamente di Coldiretti Forlì-Cesena e Rimini - per la prima volta dal dopoguerra viene tagliata la fiscalità in eccesso in agricoltura, vera e propria zavorra 'frena-sviluppo' e noi di Coldiretti siamo stati da sempre in prima linea nel denunciare quei balzelli che ostacolano la sfida competitiva lanciata dalle nostre imprese, sollecitando a tal fine e a più riprese l'intervento del Governo”. Sono circa 40 mila le aziende agricole dell’Emilia Romagna interessate dall’abolizione dall’1 gennaio 2016 dell’Imu e dell'Irap agricola annunciata dal presidente del Consiglio. “Il taglio dell’Imu e dell’Irap, per il quale ci siamo fortemente battuti – commentano ancora Tramonti e Salvioli – consente alle imprese agricole di recuperare importanti risorse per gli investimenti finalizzati all’innovazione e alla crescita dell’occupazione in un settore particolarmente dinamico come l'agroalimentare Made in Italy”.


L’alleggerimento delle tassazioni sulle imprese agricole potrebbe migliorare i già buoni risultati ottenuti quest’anno dall’agricoltura emiliano romagnola: dall'aumento dell’occupazione dipendente, a quello dell’export agroalimentare regionale, che nel secondo trimestre del 2015 è aumentato di 105 mila euro, passando da 2 miliardi e 640 milioni di euro a 2 miliardi 745 milioni di euro. “Il nostro lavoro e quello del Governo non si ferma qui – aggiungono i Presidenti all'unisono – ora occorre che il patrimonio di prodotti di alta eccellenza sia difeso, portando sul mercato il valore aggiunto della trasparenza e dando completa attuazione alle leggi nazionale e comunitaria che prevedono l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti”.

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