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Aeroporti, Forlì scaricato. Bologna: "Non possiamo buttare denaro"

L'assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri, conferma giovedì al telefono la sua presenza a Forlì, all'assemblea dei soci di Seaf, convocata per le 15, ma non commenta in nessun modo l'accaduto

“L’ipotesi di integrazione di Sab con Seaf trasferendo traffico a Forlì, anche se ipotizzabile, non è conveniente dal punto di vista economico-finanziario per la società Aeroporto di Bologna e i suoi azionisti. Essa innalzerebbe il livello di rischio di Sab e potrebbe generare effetti negativi sul territorio bolognese in chiave economica, occupazionale e di accessibilità”. Ecco la spiegazione della decisione presa, con le motivazioni dettagliate, apparse sul sito dello scalo bolognese.

L'assessore regionale ai trasporti Alfredo Peri, conferma giovedì al telefono la sua presenza a Forlì, all'assemblea dei soci di Seaf, convocata per le 15, ma non commenta in nessun modo l'accaduto: “Dirò oggi durante l'assemblea”, sono le sue uniche parole riguardo al fallimento del progetto di integrazione per il quale la regione aveva spinto fortemente. Ora invece per Forlì resta solo l'ipotesi liquidazione.

Molto chiaro Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio di Bologna, azionista di maggioranza del Marconi, che spiega come la Sab "non poteva permettersi di annegare denaro senza ritorno che ci servirà. L'advisor (PricewaterhouseCoopers)ha detto chiaramente che sull'aeroporto di Forlì la perdita sarebbe stata sistematica. Negli ultimi anni Forlì è andato sempre in perdita, una perdita che è aumentata quando ha fatto molti passeggeri. Noi, a Bologna, abbiamo aperto un cantiere da 30 milioni, abbiamo un aeroporto che ha bisogno di essere rimodernato, non possiamo permetterci di buttare denaro per ragioni di natura più politica che economica”.

“Le principali conclusioni dello studio – è spiegato nella nota di Sab - fanno emergere una non convenienza per Sab, i suoi azionisti ed il suo territorio, di una ipotetica integrazione con Forlì, mentre per quanto riguarda Rimini, le aree di rischio individuate, in assenza di approfondimenti, non consentono, allo stato attuale, di assumere una posizione positiva circa l’integrazione tra Sab e Aeradria”.
 

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