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Aeroporto, ancora allarme lavoratori. Sindacati contro istituzioni: "Hanno fatto poco"

Con la pubblicazione del bando per la privatizzazione dell'aeroporto, anche i sindacati, confederali e della categoria trasporti, fanno il punto sulla situazione dei lavoratori, dopo oltre un anno dal fallimento di Seaf

Con la pubblicazione del bando per la privatizzazione dell'aeroporto, anche i sindacati, confederali e della categoria trasporti, fanno il punto sulla situazione dei lavoratori, dopo oltre un anno dal fallimento di Seaf. L'attenzione è focalizzata sulla cosiddetta clausola sociale inserita nel bando, che assegna punti in base al numero di lavoratori che possono essere ricollocati dall'eventuale acquirente dello scalo forlivese. Ma i sindacati puntano il dito contro le istituzioni, che “per la ricollocazione dei lavoratori, dopo avere firmato l'accordo in Regione, potevano fare di più”, esordisce il segretario generale della Uil, Luigi Foschi.

“A maggio dello scorso anno hanno firmato l'impegno a ricollocare i lavoratori del Ridolfi, circa 80-90, compreso l'indotto, tutti gli ex soci di Seaf, che ad oggi hanno fatto pochissimo – accusa Foschi – da Provincia e Camera di Commercio, in particolare, non è arrivata nemmeno una proposta”. “E' fondamentale anche la proroga della cassa integrazione. – continua Paride Amanti, segretario generale Cgil - Per i 38 lavoratori Seaf, scade il 3 maggio quella straordinaria, per la quale chiederemo la proroga di 6 mesi, ma per altri 30 lavoratori di Colas e Colav, vigilanza e facchini, il 31 marzo scade quella in deroga, che ancora non si sa se sarà rifinanziata dal Governo, rischiando una vera e propria tragedia, se si tiene conto che, dei 10,5 milioni di cassa integrazione finanziati nel 2013 a Forlì, la metà sono in deroga”.    

La situazione è questa, su circa 90 persone interessate: nessun lavoratore assunto a tempo indeterminato, 3 contratti a termine da Sab (società di gestione dell'aeroporto Marconi di Bologna) per due ex lavoratori di Seaf, e altri 4 della vigilanza chiamati per impieghi periodici. Ci sono alcune proposte in ballo: una arriva dal Comune di Forlì, per l'inserimento a tempo indeterminato di 3 lavoratori nelle società partecipate Forlì Mobilità Integrata e Livia Tellus. L'altra, che potrebbe avere, però, una risoluzione solo nel medio periodo, dalla Regione, in TPER (Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna), la società di trasporti pubblici, nata il 1° febbraio 2012 dalla fusione dei rami-trasporto di ATC, azienda di trasporti su gomma di Bologna e Ferrara, e FER, società regionale ferroviaria. Qui potrebbero trovare posto una decina di persone. Inoltre i sindacati si muovono per chiedere l'inserimento dei 6 dipendenti che lavoravano nel bar e nella mensa, nelle strutture di somministrazione che apriranno nel Campus universitario.

I sindacati chiedono grande impegno di tutte le istituzioni nell'accompagnare i lavoratori per l'intera durata del bando. Poi sottolineano il loro, qualunque sia l'esito della gara. Chiedono inoltre una pubblicizzazione del bando a livello europeo. Sulle varie voci che si sono susseguite circa gli interessamenti all'aeroporto forlivese, si aggiunge quella, confermata dall'assessore regionale Peri, di una grande azienda di manutenzione di aerei.

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