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Aeroporto, il bando si farà. Cordata straniera interessata

Lo hanno assicurato il sindaco, Roberto Balzani e il commissario liquidatore di Seaf, Riccardo Roveroni rendendo pubblica la lettera giunta al commercialista bolognese da parte di Enac

Il bando per la privatizzazione dell'aeroporto di Forlì si farà. Lo ha assicurato il sindaco, Roberto Balzani, rispondendo ad un question time di Pdl e Lega Nord in consiglio comunale, martedì pomeriggio. Il primo cittadino lo ha confermato leggendo una lettera pervenuta al commissario liquidatore di Seaf, Riccardo Roveroni, da parte di Enac. Roveroni raggiunto al telefono da Forlitoday-Romagnaoggi, sottoscrive: “ Gli atti di gara sono definiti, abbiamo inviato la documentazione al Cda”.

Nella lettera viene garantito che nel prossimo consiglio d'amministrazione diEnac verrà esaminato il caso dell'aeroporto di Forlì e sarà emesso il bando per la concessione della licenza di gestione del Ridolfi. “La data del prossimo consiglio sarà comunicata una volta decisa – spiega il liquidatore – certamente questa operazione va avviata in settembre”

Si tratta, secondo il sindaco Balzani,  della "miglior risposta alla presunta volontà di Enac a non procedere al bando di gara". Una lettera che "giustifica l'azione che questa amministrazione, Provincia, Camera di Commercio e Regione hanno cercato di portare avanti in questi mesi per consentire al liquidatore di muoversi in una condizione di agibilità".

Intanto fanno rumore le voci di corridoio che parlano di una cordata di imprenditori internazionali, arabi e cinesi, interessati alla gestione dello scalo forlivese, con una concessione minima di 40 anni. Il Ridolfi dunque non sarà solo un “polo tecnologico aeronautico”, come sarebbe previsto nel piano degli aeroporti, che però non è ancora stato reso noto. Roveroni conferma “diversi contatti sia con imprenditori sia locali che esteri. Mi aspetto ci sia ancora interessamento. Sto aspettando di avere il bando in mano per premere sull'acceleratore nelle trattative. Enac credo che in questa fase determinerà una soglia minima della concessione non inferiore ai 20 anni. Un eventuale passaggio dai 20 a 40 (soglia massima) sarà determinato probabilmente dagli offerenti”.


Ottimismo dunque, un unico neo: “Se esce il piano mi auguro sia univocamente interpretabile es pero non lasci zone d'ombra per non creare situazioni di disinteresse”, conclude Roveroni

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