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Aeroporto, il 30 aprile si avvicina: Bologna prende tempo

Si avvicina a grandi passi il 30 di aprile, la data fissata come limite ultimo per mandare in porto l'operazione di salvataggio di "Seaf". I tecnici della Sab di Bologna prendono tempo

Si avvicina a grandi passi il 30 di aprile, la data fissata come limite ultimo per mandare in porto l'operazione di salvataggio di "Seaf", la società di gestione dell'aeroporto di Forlì. Ormai l'ultima speranza di rilancio dello scalo sembra passare dalla Sab di Bologna, che in questi giorni sta valutando l'ipotesi di acquisire la società forlivese e mantenere in vita la pista cittadina. Ormai tramontata l'ipotesi di un accordo con Rimini.

I consulenti di Sab (società che già in passato faceva parte di Seaf) stanno lavorando per mettere a punto il piano industriale che dovrebbe rappresentare le fondamenta su cui costruire la società comune tra Forlì e Bologna. Pare che finalmente anche Aeradria (il cui bilancio non è più in salute di quello di Forlì) abbia fornito i dati del proprio bilancio.


Tuttavia l'ipotesi sulla quale si sta lavorando è quella di mettere in piedi un progetto di sviluppo che coinvolga Bologna e Forlì, prendendo quindi in considerazione l'ipotesi che Rimini balli da sola. D'altra parte il 30 aprile e vicino e un'ulteriore attesa per Forlì sarebbe letale. Per la Sab di Bologna ci sono in ballo anche 5 milioni di euro, che sono l'importo di una vecchia fidejussione, che in caso di fallimento o messa in liquidazione di Seaf graverebbero sul bilancio bolognese. Un'altra settimana di tempo servirà ai tecnici per chiarire i termini dell'accordo e provare a concretizzare l'operazione.

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