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Allarme disoccupazione giovanile, ecco come approcciarsi al mondo del lavoro

In cinque anni l'occupazione degli under 35 è scesa del 23,7% mentre, all'opposto, gli occupati più anziani, over 55, sono aumentati in modo considerevole, addirittura del 27,5%

Sabato, a partire dalle 10 nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Industriale Statale Marconi di Forlì, in viale della Libertà 14, si terrà l’assemblea 2013 del Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Forlì. Il convegno, dal titolo “…E dopo? Come approcciarsi al mondo del lavoro”, è destinato alle classi quarte e quinte dell’ITIS e vedrà i contributi del dirigente scolastico Eliana Fiorini, del presidente della Camera di Commercio provinciale Alberto Zambianchi, del presidente di Confartigianato Forlì Giorgio Grazioso e di alcuni consiglieri del movimento, guidati dal presidente del gruppo Giovani Fabrizio Giovannini.

Chiarisce il coordinatore del movimento, Paolo Gabelli “il mercato del lavoro sta attraversando una delle fasi più difficili dal secondo dopoguerra del ventesimo secolo e i giovani scontano le conseguenze più pesanti. La sfida è straordinaria, anche in una prospettiva di lungo termine: la disoccupazione ha superato i 3 milioni di unità: non era mai accaduto dall’inizio delle rilevazioni. L’ultimo dato raccolto dall’Ufficio Studi di Confartigianato registra 3.083.500 disoccupati che, in un anno, crescono di 373.000 unità, pari al 13,8% in più. Tra i giovani fino a 24 anni le persone in cerca di lavoro sono 656.000 e rappresentano il 10,9% della popolazione in questa fascia d’età, il tasso di disoccupazione giovanile sale di 5,9 punti all’anno. Di fronte a un quadro così complesso i Giovani Imprenditori di Confartigianato Forlì hanno organizzato un incontro coi ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale Statale per promuovere una riflessione sul rapporto tra scuola e mercato del lavoro, così da suggerire alcune strategie che favoriscano l’inserimento delle nuove leve nel mondo produttivo.”

In cinque anni l’occupazione degli under 35 è scesa del 23,7% mentre, all’opposto, gli occupati più anziani, over 55, sono aumentati in modo considerevole, addirittura del 27,5%. Il progressivo invecchiamento e il restringimento dei percorsi di uscita verso la pensione hanno contribuito allo spiazzamento dell’occupazione più giovane. Conclude Gabelli: “i ragazzi sono il nostro futuro, creare un legame tra mondo produttivo e istruzione diviene indispensabile per consentire alle nuove leve di maturare quelle competenze che i datori di lavoro ricercano e che, troppo di frequente, la scuola non riesce a trasmettere.”

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