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Come è cambiato il mondo del commercio nell'ultimo decennio: boom di ristoranti e librerie, sempre più rare le edicole. Male l'abbigliamento

Questi i numeri principali dei due settori secondo i dati Infocamere-Movimprese, elaborati dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, con riferimento al totale delle localizzazioni attive (sedi più unità locali) presenti sul territorio.

Calo delle imprese del commercio al dettaglio nell’area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini nel confronto di lungo periodo 2023-2013. La variazione negativa è inferiore a quella regionale, ma superiore a quella nazionale. Soffrono gli esercizi specializzati, quelli non specializzati (in tono minore) e, soprattutto, il commercio ambulante. In forte aumento, invece, gli esercizi al di fuori dei negozi e mercati, tra i quali spicca l’e-commerce. Numeri positivi per gli esercizi della ristorazione, ma solo grazie alla crescita dei ristoranti; in diminuzione, invece, i bar. Questi i numeri principali dei due settori secondo i dati Infocamere-Movimprese, elaborati dall’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, con riferimento al totale delle localizzazioni attive (sedi più unità locali) presenti sul territorio.

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"Nei 25 anni dall’entrata in vigore della legge Bersani, gli scenari sono profondamente cambiati - commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna -. Se ci focalizziamo anche solo sull’avvento e l’evoluzione del web: Facebook è nato nel 2004; Twitter e Instagram ancora non esistevano mentre la rete world wide web di Internet per tutti aveva avuto inizio pochi anni prima, nel 1991. Nel 2003, nelle nostre province erano circa 90 le attività commerciali online, numero comprensivo anche delle vendite sui canali TV e radio, dopo venti anni, le sole attività commerciali online, sono quasi 700. Per questi motivi e per la transizione epocale in atto, è evidente che è necessaria un aggiornamento della normativa, adeguandola alla società attuale e valorizzando tutti gli aspetti del commercio, fisico tradizionale e online”.

Commercio e Ristorazione: focus provinciale

Al 31 dicembre in provincia di Forlì-Cesena si contano 5.395 attività del Commercio al dettaglio (sedi ed unità locali); il 79,7% è costituito dai negozi (specializzati e non), il 12,9% dal commercio ambulante e il 7,4% dagli esercizi al di fuori dei negozi e mercati. Osservando l’ultimo decennio, nel confronto con il 2013 si riscontra un calo complessivo delle imprese del commercio pari al 9,1%, con -9,1% anche per i negozi, inferiore alla flessione regionale (-9,9%) ma superiore a quella nazionale (-7,1%).

Con riferimento alle principali tipologie di negozi specializzati, rispetto al 2013, si assiste ad una diminuzione della maggior parte di queste: il settore con il calo maggiore è quello delle edicole con un -31,1%, poi -15% i negozi di abbigliamento, che rappresentano la parte prevalente del settore, -15,1% gli articoli sportivi, -9,1% le tabaccherie, -16,3% le ferramenta, -6,6% i mobili, -10,2% le profumerie, -17,3% i negozi di calzature e -14,3% i fiorai. Nell’ambito alimentare calano le macellerie (-21,2%) e le pescherie (-11,5%).

In crescita, invece, le librerie (+21,4%), i distributori di carburante (+5,2%), le farmacie (+10,3%), gli articoli medicali e ortopedici (+14,3%) e i prodotti per telefonia (+8,2%); nell’alimentare, i negozi di frutta e verdura (+5,3%), le bevande (+36,8%) e gli altri prodotti alimentari (+10%). Tra i negozi non specializzati, risultano in calo quelli alimentari (supermercati) (-9,4%) mentre sono in aumento quelli non alimentari (grandi magazzini) (+12,9%). Flessione evidente, poi, per il commercio ambulante (-31,0%) mentre risulta in forte crescita il commercio al di fuori di negozi e mercati, trainato dall’e-commerce (+153,8%).

Riguardo al settore della Ristorazione, a fine dicembre 2023 in provincia di Forlì-Cesena si contano 2.827 unità attive: 1.681 ristoranti e 1.146 bar. Negli ultimi dieci anni si assiste ad un incremento degli esercizi della Ristorazione pari al 5,6% (+7,5% in Emilia-Romagna, +13,3% in Italia); nello specifico, la variazione positiva 2023-2013 è dovuta esclusivamente all’aumento del numero dei ristoranti (+19,1%) mentre calano i bar (-9,5%).

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