Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Le discoteche scalpitano per riaprire, sono 33 attive in provincia: crollo degli addetti

Nel 1° trimestre 2021 sono 33 le discoteche e sale da ballo risultanti “attive” in provincia di Forlì-Cesena, sostanzialmente stabili rispetto al 31 marzo 2020 (32 unità)

Con l’entrata ufficiale in zona “bianca”,  dal 14 giugno, in regione possono riaprire tutte le attività economiche presenti sul territorio con l’ eccezione, come avviene in tutta Italia, delle discoteche e delle sale da ballo. Si tratta di un fenomeno di cui si parla molto sul quale può essere utile una quantificazione sulla base dei dati ufficiali. Arriva un interessante focus della Camera di commercio della Romagna.

Discoteche e sale da ballo: focus provinciale Forlì-Cesena

Nel 1° trimestre 2021 sono 33 le discoteche e sale da ballo risultanti “attive” in provincia di Forlì-Cesena, sostanzialmente stabili rispetto al 31 marzo 2020 (32 unità). Sono gestite soprattutto sotto forma di società di capitale (16 imprese su 33), tendenzialmente stabili; seguono le società di persone, con 9 imprese attive (stesso numero dell’anno precedente), e le imprese individuali, con 6 imprese attive (+1 unità).

Per la maggior parte si tratta di micro imprese (0-9 addetti), nella cui fascia rientrano 24 imprese attive; 8 unità, invece, sono piccole imprese (10-49 addetti) mentre solo 1 risulta essere una media impresa (50-249 addetti). A livello comunale, le 33 discoteche e sale da ballo sono così distribuite: 10 a Forlì, 5 a Cesena, 4 a Bagno di Romagna e 4 a Bertinoro, 2 a Cesenatico, 2 a Savignano sul Rubicone e 2 a Tredozio, 1 in ciascun comune di Gatteo, Meldola, Sarsina e Verghereto.

Al 31 marzo gli addetti delle discoteche e sale da ballo, calcolati come media annua 2° trimestre 2020 - 1° trimestre 2021, ammontano a 195 unità, in netto calo rispetto alle 274 unità del 31 marzo 2020 (media annua 2° trimestre 2019 - 1° trimestre 2020). Considerata la decisa componente stagionale che caratterizza tale attività, si può trarre come conclusione che la diminuzione è principalmente causata dalle mancate o ridotte assunzioni di lavoratori dipendenti a tempo determinato.     

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