Economia

Saldi estivi, prime settimane all'insegna della stabilità. Gli operatori chiedono lo spostamento a fine luglio

Il monitoraggio è stato realizzato su un panel di 30 imprese commerciali della regione, composto da punti vendita di beni per la persona, in particolare abbigliamento e calzature (90%)

I risultati delle prime due settimane di saldi estivi, raccolti attraverso l’indagine congiunturale condotta da Confcommercio Forlì attraverso il Centro Studi Iscom Forli, evidenziano "segnali di stabilità rispetto allo scorso anno". Il monitoraggio è stato realizzato su un panel di 30 imprese commerciali della regione, composto da punti vendita di beni per la persona, in particolare abbigliamento e calzature (90%).

L’indagine ha evidenziato che per il 24% degli operatori le vendite sono in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre  il 36% ha rilevato una sostanziale stabilità. Il 21% degli intervistati ha dichiarato un calo delle vendite, peraltro contenuto entro una flessione del 10%. "A due settimane dall’avvio delle vendite di fine stagione - dichiara Roberto Vignatelli, presidente provinciale e vice presidente regionale di Federazione Moda Italia - gli operatori tracciano un quadro generale di sostanziale stabilità, con un soddisfacente movimento nei negozi, anche se molte volte la visita non si traduce in acquisto: bisognerà avere conferme nelle prossime settimane, questi primi dati inducono ottimismo. C'è molta aspettativa tra gli addetti ai lavori che si lasciano alle spalle una stagione primavera/estate disastrosa dal punto di vista delle vendite, soprattutto a causa del maltempo".

Gli operatori sostengono di avere avuto una sensibile diminuzione delle vendite primaverili causa maltempo: il 93% degli intervistati dichiara di avere subito un calo mentre il 56% dichiara la diminuzione delle vendite superiore al 10%. Il 49% degli operatori indica nel primo weekend il picco delle vendite. Il 35% ha venduto di più durante le giornate infrasettimanali, mentre il 22% ha segnalato un andamento omogeneo delle vendite in queste prime due settimane di saldi. L’indagine conferma rispetto al passato una maggiore razionalità del processo di acquisto in saldo, che risponde a scelte programmate e ponderate: al quesito a risposta multipla sui comportamenti della clientela, il 38% degli operatori segnala che la clientela ha aspettato i saldi per comprare i capi estivi.  I clienti che acquistano in queste prime settimane di saldi comunque hanno un atteggiamento di attenta valutazione dei prezzi (40%). Gli acquisti sono limitati allo stretto necessario (28%). Viene quindi a mancare l’acquisto d’impulso tipico dei saldi.

Favorita ovviamente la vendita di capi tipicamente estivi: dalle t-shirt ai costumi e ai bermuda nell’abbigliamento, ai sandali nelle calzature. Il valore della spesa media pro-capite è leggermente aumentato per abbigliamento e calzature rispetto all’anno scorso; nel 2019 il valore della spesa media pro-capite nei punti vendita di beni per la persona è di 79 euro, in linea rispetto al dato 2018. Se si considera che il nucleo medio familiare in Emilia Romagna è composto da 2,21 componenti (Fonte Istat, dati al 31 dicembre 2017) la spesa per ogni  famiglia forlivese è di circa 175 euro. Gli acquisti si sono polarizzati sulla fascia media di prezzo.

"Durante i saldi, nonostante la crescente e “sleale” concorrenza dei giganti del web, è in aumento il numero di consumatori che indirizza le proprie scelte d'acquisto nei negozi "sotto casa" dove relazione, fiducia, vendita assistita e personal shopping danno vita ad un'esperienza di acquisto  unica anche a prezzo ribassato - aggiunge Vignatelli -. E’ in ogni caso necessario che i grandi gruppi del commercio on-line” - conclude il presidente di Federazione Moda Italia - siano assoggettati alle stesse imposte che gravano il commercio tradizionale: stesso mercato, stesse regole, per tutti". Per l’82% degli intervistati la data di inizio delle vendite di fine stagione (saldi) andrebbe posticipata: il 63% preferirebbe la fine di luglio, per il 19% sarebbe addirittura preferibile la fine di agosto mentre il 18% non sposterebbe le date. 

Guida al corretto acquisto degli articoli in saldo

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei capi: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
  5.  Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.
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