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Iper aperto il 26, i sindacati: "Perchè multare chi vuol stare chiuso?"

Cgil, Cisl e Uil del territorio forlivese associandosi all’appello dei sindacati di categoria esprimono e ribadiscono "la netta contrarietà alle aperture festive nel settore del commercio

Cgil, Cisl e Uil del territorio forlivese associandosi all’appello dei sindacati di categoria esprimono e ribadiscono "la netta contrarietà alle aperture festive nel settore del commercio. Si ritiene infatti che la liberalizzazione selvaggia contenuta nel Decreto “salva italia” che ha esteso la possibilità per il commercio di essere aperti 365 giorni all’anno e 24 h al giorno, non ha prodotto nessuno degli effetti positivi annunciati, infatti l’occupazione si riduce, i prezzi aumentano, la concorrenza cala".

"Il dibattito emerso in questi giorni sulla stampa locale, sul web, e sui social network, che coinvolge non solo le migliaia di lavoratrici e lavoratori del commercio  ma l’intera comunità, dalle Istituzioni, alle Imprese, le forze sociali e politiche nonché il mondo cattolico, merita una riflessione che coinvolga chi si candida alle prossime elezioni politiche chiedendo cosa ne pensa in merito alle liberalizzazioni delle aperture commerciali", osservano i sindacati.

Cgil, Cisl e Uil chiedono "quindi esplicitamente e direttamente un parere che possa orientare i tanti lavoratori del settore e i cittadini attenti a tale dibattito,  credendo che solo un intervento legislativo in materia possa ripristinare le regole nell’ambito del commercio dove la definizione di calendari di apertura concordati può determinare non solo la qualità della vita di chi ci lavora dentro ma anche un equilibrio tra gli interessi della grande distribuzione organizzata e del piccolo commercio in particolare quello presente nei centri storici delle nostre città in questo guardiamo con favore all’iniziativa di raccolta firme promossa da Confesercenti".  

I sindacati si chiedono "inoltre in nome di quale “libertà d’impresa” si debba multare chi il 26 dicembre, in nome anche di un’idea di civiltà, vuol tener chiuso la propria attività dentro il Centro Commerciale Puntadiferro, dimostrando solo, con questa imposizione, che chi ha pensato a questo modello di consumo, lo ha fatto in una logica autoritaria e non per dare maggiori opportunità alle imprese le quali , soprattutto le piccole, rischiano di essere strangolate dall’aumento esponenziale delle aperture e dei costi".

"Ci interessa quindi sapere se i candidati andranno a fare la spesa il 26 dicembre oppure se pensano che possano esserci alternative a tale modello di consumo, riscoprendo nei giorni festivi i nostri centri storici, il valore del tempo libero, della famiglia, della cultura e dell’ambiente", concludono i sindacati.

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