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Occupazione giovanile: "Pregiudizi per le professioni manuali"

Il coordinatore del gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Forlì, Paolo Gabelli, spiega che "le professioni manuali sono ancora vittime di pregiudizi"

Il coordinatore del gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Forlì, Paolo Gabelli, spiega che “le professioni manuali sono ancora vittime di pregiudizi, spesso considerate poco stimolanti intellettualmente. In realtà chi sceglie di avviare un’impresa o di collaborare con un imprenditore deve essere consapevole che l’artigianato è prima di tutto un’occupazione che richiede intelligenza e una buona preparazione di base per affrontare le molteplici sfide che il mercato pone.”

Chiarisce Gabelli: “Essere imprenditore significa controllare attrezzature e macchinari complessi che richiedono competenze diversificate. È un lavoro creativo, che muta a seconda delle esigenze del cliente, richiedendo anche impegno manuale, ma di certo non sarebbe possibile portare a termine una commessa senza aver pianificato con attenzione l’attività. È ora di superare l’idea che l’artigianato è l’ultima opportunità di chi ha fallito nello studio, coloro che sono sui banchi di scuola oggi, devono avere la chance di conoscere il vero significato dell’intraprendere, per scegliere con maggiore consapevolezza il proprio futuro.

L'Italia ha il record negativo in Europa per la disoccupazione giovanile: sono 1 milione 138mila gli under 35 senza lavoro. A stare peggio i ragazzi fino a 24 anni: il tasso di disoccupazione in questa fascia d'età è del 29,6%  rispetto al 21% della media europea. La situazione del mercato del lavoro nel nostro Paese è fotografata in un rapporto dell'Ufficio studi di Confartigianato in cui si rileva che tra il 2008 e il 2011, anni della grande crisi, gli occupati under 35 sono diminuiti di 926 mila unità. Un dato di fatto che trova parte della sua motivazione nella reticenza, da parte di molti ragazzi, a scegliere un lavoro manuale.

Il rapporto di Confartigianato rivela paradossi tutti italiani sul fronte dell'istruzione e della formazione che prepara al lavoro. Nell’anno scolastico 2011-2012 è stato registrato un aumento del 3% degli iscritti ai licei e una diminuzione del 3,4% degli iscritti agli istituti professionali. Nel frattempo, le imprese italiane, nonostante la crisi, denunciano la difficoltà a reperire il 17,2% della manodopera necessaria. Conclude Gabelli “una strada per facilitare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro è rappresentata dall'apprendistato. Secondo la rilevazione di Confartigianato gli apprendisti in Italia sono 592.029. In particolare l'artigianato è il settore con la maggiore vocazione all'utilizzo di questo contratto: il 12,5% delle assunzioni nelle imprese artigiane avvengono infatti con questa formula, a fronte del 7,2% delle aziende non artigiane.”
 

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