Aumentano le imprese straniere, diminuiscono quelle giovani e "rosa"

Nel confronto con il 2016 si riscontra un calo delle imprese attive pari allo 0,7%, sostanzialmente in linea con la variazione negativa regionale

Secondo i dati diffusi da Unioncamere – Infocamere, al 30 giugno 2017 nel sistema aggregato Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 99.608 localizzazioni registrate (sedi di imprese ed unità locali) di cui 88.582 localizzazioni attive. L’imprenditorialità si conferma diffusa (121 localizzazioni attive ogni 1.000 abitanti), superiore al dato regionale (112 ) e nazionale (104). Alla stessa data si contano 82.172 imprese registrate, di cui 71.728 attive. Analogamente a quanto rilevato sopra, la diffusione delle imprese è maggiore per il territorio in esame (98 imprese attive ogni 1.000 abitanti), rispetto a quello regionale (91) e nazionale (85). Nel secondo trimestre del 2017 nell’aggregato Romagna si sono verificate 1.134 iscrizioni e 739 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio), con un saldo pari a +395 unità (al secondo trimestre del 2016 fu pari a +409 imprese); il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto positivo, attestandosi al +0,48%, lievemente superiore al dato regionale (+0,44%) ma più basso rispetto all’analogo tasso nazionale (+0,59%). Riguardo ai settori, risultano negativi i saldi di Agricoltura, Manifatturiero, Trasporti, Alloggio/ristorazione e Immobiliare, positivi quelli del Commercio e Costruzioni.

Le imprese che calano e quelle che crescono

Nel confronto con il 2016 si riscontra un calo delle imprese attive pari allo 0,7%, sostanzialmente in linea con la variazione negativa regionale (-0,9%), mentre una certa stabilità caratterizza l’Italia (-0,1%). In flessione le imprese artigiane (-1,0%) che costituiscono circa un terzo (30,5%) delle imprese attive, le imprese femminili (-0,8%, incidenza del 21,2%) e le imprese giovanili (-5,7%, incidenza del 6,9%); positiva, invece, la performance delle imprese straniere (pari al 10,2% del totale delle imprese attive), con un incremento del 2,3%. Sebbene in una situazione di calo generalizzato delle imprese attive, positivo appare il rallentamento dello stesso. Le relative diminuzioni annue risultano, infatti, inferiori al punto percentuale sia in termini congiunturali sia tendenziali, a differenza delle rispettive flessioni intercorse tra il 2013 e il 2015 (tra l’1,5% e il 2,0%). Per quel che riguarda i settori economici, i principali risultano, nell’ordine: Commercio (24,2% sul totale delle imprese attive), in calo dello 0,9%, Costruzioni (14,7%), in calo dell’1,7%, Agricoltura (12,9%), altrettanto in flessione del 2,1%, Alloggio e ristorazione (10,4%), stabile, Industria manifatturiera (8,7%) e Attività immobiliari (7,7%), in diminuzione rispettivamente dello 0,9% e dell’1,5%. Per quanto concerne la natura giuridica, più della metà delle imprese attive sono imprese individuali (56,1%), a cui seguono le società di persone (23,9%) e le società di capitale (17,7%), unica forma giuridica in aumento (+2,3%). Escludendo il settore agricolo (comparto caratterizzato da dinamiche e specificità particolari), si riduce la quota delle imprese individuali (52,7%) e aumenta sia quella delle società di persone (24,9%) sia quella delle società di capitale (20,0%). Prevalente, pertanto, risulta la presenza delle ditte individuali nel comparto agricolo (79,4% sul totale delle imprese agricole). A fine giugno 2017 sono 144 le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese del territorio aggregato - Forlì-Cesena e Rimini - in aumento del 44,5% rispetto allo stesso periodo del 2016. Di queste, 88 sono hanno sede nella provincia di Rimini  e 56 in provincia di Forlì-Cesena.

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“Nei dati presentati ci sono elementi incoraggianti - dichiara Fabrizio Moretti, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini -, ad esempio, l’aumento del tasso di crescita delle imprese e il costante rallentamento del calo delle imprese attive. Con questi segnali positivi, contenuti ma continui, è ancora più importante indirizzare le azioni della Camera al miglioramento della competitività del Sistema Territoriale e ad una crescita sostenibile e inclusiva. In modo particolare, favorendo ed accelerando la digitalizzazione delle imprese, straordinario moltiplicatore di innovazione”

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