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Il governo colpisce il Welfare: 7 milioni di Iva in più per le coop sociali

Le centrali cooperative provinciali Agci, Confcooperative e Legacoop e la Provincia esprimono forte preoccupazione in merito ai provvedimenti che il Governo intende mettere in atto in materia di Welfare

Sette milioni di costi in più per le cooperative sociali di Forlì-Cesena a partire da gennaio 2013: l'aumento dell'IVA dal 4% al 10% previsto dal Governo mette a rischio il rispetto del contratto nazionale e costringerà molte aziende a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Le centrali cooperative provinciali Agci, Confcooperative e Legacoop esprimono forte preoccupazione in merito ai provvedimenti che il Governo intende mettere in atto in materia di Welfare e più in generale rispetto alla possibilità di tenuta di un sistema colpito da politiche di pesanti tagli.

«In questi anni abbiamo assistito a continue contrazioni delle risorse destinate al Welfare – spiegano i responsabili delle cooperative sociali di Agci, Confcooperative e Legacoop, Laura Pondini, Giancarlo Turchi, Enrica Mancini – con l’azzeramento del Fondo nazionale per la non autosufficienza e il progressivo svuotamento di risorse per le politiche sociali. Questa tendenza purtroppo non è stata invertita, anzi il rigore si è accentuato a discapito di misure di maggiore equità sociale».

Preoccupa soprattutto il provvedimento inserito nel Disegno di legge di stabilità, in base al quale si prevede di portare l’IVA per le cooperative sociali dall’attuale 4% al 10% dal 1°gennaio 2013 e 11% da luglio, per i servizi resi ad anziani, disabili, infanzia, persone con problemi psichiatrici o di dipendenza. Lunedì, alle ore 11.00 a Cesena in via dell’Arrigoni 308 le tre centrali cooperative delle province della Romagna si confronteranno proprio su questi temi con i parlamentari eletti nei tre territori provinciali.

«Questo provvedimento – continuano i responsabili delle centrali cooperative provinciali - rappresenterebbe un vero colpo di grazia per il welfare del nostro Paese, determinando insostenibili aggravi di costi per la committenza pubblica (si stimano 70 milioni di euro in più nella sola Emilia-Romagna da inizio 2013, 7 in provincia di Forlì-Cesena), per le famiglie e per le stesse cooperative sociali, che non potranno continuare a garantire gli stessi servizi con rincari di costi verosimilmente non riconosciuti dai committenti e dubbi sulla capacità di mantenimento dell’occupazione.

A gettare incertezze preoccupanti sulla tenuta del sistema di welfare locale sono anche i tagli del 5% sui servizi previsti dalla spending review, le incognite legate all’adeguamento tariffario per le cooperative che operano nei servizi accreditati (quelli che garantiscono assistenza ad anziani e disabili), il perdurare di situazioni insostenibili di ritardi nei pagamenti, che fanno lievitare gli oneri finanziari delle imprese costrette sempre più spesso a fare da “banca” agli enti pubblici.

«Nei prossimi mesi – ricordano Agci, Confcooperative e Legacoop - le cooperative sociali dovranno sostenere i costi legati al contratto nazionale, con una terza tranche di aumenti in busta paga, la sanità integrativa, la formazione in tema di sicurezza. Alcune inoltre si vedranno costrette a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Per noi il rispetto del contratto nazionale è e resta un valore e vorremmo poter continuare ad essere nelle condizioni di poterlo pienamente applicare, quale strumento di tutela del lavoro delle circa 4.000 persone che nella sola provincia di Forlì-Cesena sono impegnate a garantire qualità di servizi ad anziani, minori, disabili, persone in condizione di svantaggio. In questo quadro riteniamo che la scommessa dei prossimi tempi sia quella di mantenere inalterata l’occupazione».

Il vicepresidente della Provincia e assessore al Welfare, Guglielmo Russo esprime la sua preoccupazione: "Con il prospettato aumento dell’Iva sui servizi alla persona prestati dalla cooperazione sociale dal 4% al 10%, previsto dal disegno di Legge di Stabilità 2013 del Governo, si dà un grande colpo alle politiche di welfare degli enti locali. Il disegno di legge prevede dal 1 gennaio 2013 l’innalzamento dell’Iva al 10%, con un ulteriore incremento all’11% nella seconda metà del prossimo anno. Questo provvedimento, se approvato, produrrà in Emilia-Romagna un salasso di oltre 80 milioni di euro e di svariati milioni di euro solo nel territorio di Forlì-Cesena".
 
"Parliamo, per esempio, di servizi per anziani disabili non autosufficienti, a cui occorre aggiungere le prestazioni educative e di assistenza all’infanzia nelle comunità, negli asili e molte altre strutture. L’aumento dell’Iva per i servizi socio-sanitari della cooperazione sociale si tradurrebbe in un aggravio di costi che per il 70% andrebbe a pesare sulla Pubblica Amministrazione (le Ausl e i Comuni) e per il restante 30% sulle famiglie utenti finali di questi servizi: un peso insopportabile per entrambi i soggetti, soprattutto in questo momento di crisi e di profonda contrazione delle risorse pubbliche e private, che di fatto porterebbe a pericolosi tagli dei servizi sociali già nel 2013. Mi appello ai parlamentari locali e all’intera rappresentanza del Welfare del territorio affinché si mobiliti per la modifica di questa proposta di legge".
 
 

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