Ausl Romagna, la Uil: "Migliorare l’occupazione stabile"

L’Ausl della Romagna, garantendo i servizi sanitari al 25,2% della popolazione dell’Emila Romagna, rappresenta, a parere del Segretario Generale della Uil Fpl Paolo Palmarini, "un'importante realtà nel contesto regionale"

In questi giorni è stato approvato, dai sindaci della Romagna, il bilancio consuntivo 2017 dell’Ausl della Romagna. L’Ausl della Romagna, garantendo i servizi sanitari al 25,2% della popolazione dell’Emila Romagna, rappresenta, a parere del Segretario Generale della Uil Fpl Paolo Palmarini, "un'importante realtà nel contesto regionale che va costantemente presidiata e monitorata. Fra le voci più significative del bilancio vi è quella relativa alla spesa per il personale che in sanità, assieme agli investimenti, rappresenta il valore aggiunto a cui fare costantemente riferimento. Dai dati emersi in questi giorni sulla stampa locale i dipendenti sono passati da 14.440 di fine 2015 ai 15.066 di fine 2017, quindi con un aumento di 626 unità".

"La Uil Fpl - evidenzia Palmarini - rileva come l’occupazione, soprattutto in contesti dove è necessaria una continuità assistenziale, debba prioritariamente basarsi sull’occupazione stabile e quindi a tempo indeterminato, principio condiviso con il Presidente della Regione Stefano Bonaccini come si evince dai contenuti del Patto per il Lavoro e dai protocolli sottoscritti sulla stabilizzazione del personale del Servizio Sanitario Regionale. Dai dati in nostro possesso risulta infatti che il personale assunto nel 2017 a tempo indeterminato: infermieri, tecnici, operatori socio sanitari, sia stato pari a 372 unità a fronte della cessazione di 425 dipendenti quindi con un saldo negativo di 53 unità".

"Pare quindi evidente - conclude il Segretario Paolo Palmarini - che allo stato attuale non si sia ridotto, anzi sia sensibilmente aumentato il personale precario all’interno dell’Azienda Sanitaria più grande della Regione. Nel corso del 2018 andranno quindi portati a termine i processi di stabilizzazione e sin da subito banditi i concorsi per le assunzioni a tempo indeterminato, a partire dal concorso per infermieri. Non vorremmo infatti constatare che, al di la dei buoni principi, si continuasse ad alimentare quel precariato che politicamente la nostra Regione ha deciso di contrarre per garantire la migliore risposta ai cittadini".

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