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Ausl unica, Balzani in Regione: "Attenzione su governance e distretti"

Il sindaco di Forlìe l'assessore alla Sanità del Comune di Cesena, hanno posto l'attenzione su governance del territorio, particolarità dei Comuni (75) interessati e disomogeneità degli attuali distretti

Una "sostanziale condivisione" da parte di categorie professionali, associazioni, amministratori locali e sindacati è emersa nell’udienza conoscitiva, voluta lunedì dalla commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Monica Donini, sulle finalità del “nuovo assetto istituzionale dei servizi sanitari delle quattro attuali aziende sanitarie di Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini in un’unica Azienda (Usl di Romagna) e l’ ingresso della Regione nel capitale sociale dell’Irst di Meldola al fine di acquisire la quota di maggioranza relativa nella compagine societaria”.

Pur con vari distinguo, hanno espresso apprezzamenti, ma anche la volontà di modificare alcuni contenuti della proposta di unificazione, i sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil), il Sindacato medici veterinari, Confindustria Emilia-Romagna e l’Aiop. Il sindaco di Forlì, Roberto Balzani, e l’assessore alla Sanità del Comune di Cesena, Simona Benedetti,  hanno posto l’attenzione sui seguenti temi: governance del territorio, particolarità dei Comuni (75) interessati e disomogeneità degli attuali distretti. Gli amministratori locali hanno quindi auspicato, nel percorso attuativo, la presenza di "maggioranze pesate" all’interno della Conferenza sanitaria. Alcune perplessità e preoccupazioni, in particolare, sui diritti dei lavoratori e degli utenti sono state sollevate dai sindacati Ubs e Fials. Anaao ha sollecitato il rispetto delle regole sindacali di partecipazione. Gli ecologisti di Lugo hanno espresso preoccupazione sul depotenziamento dell’ospedale cittadino.  

La proposta, ha detto in apertura il relatore del progetto di legge, Roberto Piva (Pd), si inserisce in un contesto normativo e organizzativo che, sia a livello nazionale che in ambito regionale, ha posto “al centro delle politiche pubbliche processi e misure di razionalizzazione amministrativa e unificazione di enti e servizi pubblici, in particolare di piccole dimensioni, con la finalità di garantire il contenimento della spesa pubblica, l’adeguatezza delle funzioni gestionali e la conseguente liberazione di risorse economiche”. Tra gli obiettivi: “La riduzione degli apparati burocratici amministrativi, necessaria in un momento di forte contrazione delle risorse messe a disposizione del Servizio sanitario regionale, che induce pertanto a ripensare i modelli organizzativi in un’ottica di integrazione funzionale e strutturale idonea a mantenere i servizi alla persona secondo gli attuali standard qualitativi e quantitativi”.

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