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Ausl Unica, i sindacati pretendono il confronto. "Tuteliamo cittadini e dipendenti"

“Se oggi sono sorti dubbi sulla prospettiva o sono necessari ulteriori approfondimenti, meglio affrontarli subito in quanto non vi è nulla di peggio di decisioni poco convinte, le quali produrrebbero continui conflitti domani"

Nel dibattito sull'Ausl Unica intervengono nuovamente i sindacati: CGIL CISL e UIL di Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini, si rivolgono con un lettera al coordinatore della Conferenza Socio Sanitaria Area Vasta Romagna, Paolo Lucchi, ai presidenti delle Conferenze di Cesena, Forlì, Ravenna e  Rimini e all'assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti. Già il primo marzo scorso i sindacati evidenziarono in termini chiari, nell’ambito di un incontro appositamente organizzato dalle istituzioni locali, che il processo di rimodulazione della sanità in Romagna doveva avvenire con il più ampio coinvolgimento locale e sulla base di un chiaro piano industriale che definisse i livelli di programmazione e il macro assetto organizzativo di gestione”.

“In sostanza si individuava la necessità di codificare la modalità operativa relativa alla rilevazione dei bisogni dei cittadini, chi e come garantirà la programmazione sanitaria, come si intende organizzare l’offerta dei servizi per gestire le scelte operate dalle Istituzioni Locali, indipendentemente dal fatto che ci sia l’azienda unica,  o il proseguimento dell’esperienza dell’area vasta con il permanere delle 4 aziende. - scrivono i sindacati - Tutto ciò, sapendo che per dimensioni territoriali e soggetti Istituzionali di riferimento, il territorio romagnolo ha caratteristiche del tutto peculiari nel contesto regionale del quale necessariamente la Regione deve tenere conto nei propri atti di programmazione ed indirizzo”.

CGIL, CISL e UIL, nell’incontro, “hanno pertanto sollecitato le istituzioni locali ad un serrato e costante confronto volto a definire le priorità di intervento, ribadendo la necessità che il confronto partisse dalle esperienze già maturate e nel rispetto delle volontà, sensibilità ed esperienze presenti nei singoli territori.  Era stato programmato un incontro per il 9 maggio con le organizzazioni sindacali che è stato rinviato; il 16 maggio si sarebbe dovuto svolgere un confronto tra sindaci della Romagna e assessore Regionale, anche questo rinviato. Ora, visto lo stallo determinatosi riteniamo indispensabile ribadire che  se si vuole realmente rimodulare la sanità in un contesto territoriale unico come la Romagna, è necessario predisporre un calendario serrato a cui certo  CGIL CISL e UIL non si sottraggono, ma il confronto soprattutto deve essere a livello locale e, ad oggi, nessuna determinazione o protocolli di intenti sono stati definiti tra le conferenze di Ravenna, Cesena, Forlì, Rimini e CGIL, CISL e UIL”.

“Se oggi sono sorti dubbi sulla prospettiva o sono necessari ulteriori approfondimenti, meglio affrontarli subito in quanto non vi è nulla di peggio di decisioni poco convinte, le quali produrrebbero continui conflitti domani. Non pensino  però i sindaci che, trovate fra di loro le soluzioni, si limiti, rincorrendo a testa bassa date precostituite, lo spazio di confronto con le organizzazioni sindacali – conclude la lettera - le quali saranno fortemente impegnate a tutelare le collettività locali e i dipendenti, che lo ricordiamo, sono ben oltre 14mila, i quali oggi vivono un clima di incertezza che, perdurando, non aiuta certo a raggiungere quel coinvolgimento necessario a qualsiasi rilevante progetto di riorganizzazione”.

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