Economia

Finalmente il bando europeo per la privatizzazione dell'aeroporto

Pubblicato il bando per la privatizzazione dell'aeroporto, avrà valenza europea e darà in concessione la gestione dello scalo per un periodo tra i 20 e 40 anni. Ora si cerca il privato

Era stato annunciato "a ore" ed è finalmente arrivato, dopo una lunga attesa. E' il bando per la concessione dell'aeroporto di Forlì, pubblicato martedì pomeriggio sul sito di Enac, l'ente nazionale proprietario del sito aeroportuale che ne ha riacquisito la licenza dopo la messa in liquidazione di Seaf spa (la società pubblica che gestiva lo scalo).

IL BANDO - Il bando è per l'affidamento della "concessione di gestione totale dell'aeroporto di Forlì" che avrà durata compresa tra 20 anni (durata minima) e 40 anni (durata massima). Un periodo di tempo che sarà definito "in relazione alle previsioni e alla sostenibilità del piano industriale, a decorrere dall’adozione del decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, di rilascio della concessione".

SFIDA EUROPEA - Il bando avrà valenza europea, tanto che è pubblicato sul Ted (acronimo di Tender electronic daily) che è la versione online del "Supplemento alla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea", per gli appalti pubblici europei. Del resto la dimensione internazionale è quella nella quale si muoverà il liquidatore Riccardo Roveroni assieme al team operativo che si è costituito lunedì per supportarlo nell'attività di ricerca di privati interessati a prendere in gestione lo scalo forlivese.

PRIMO INCONTRO - Un primo incontro si è svolto martedì mattina nella sala Randi del Comune di Forlì, dove hanno partecipato esponenti del mondo universitario, del polo tecnologico, delle associazioni di categoria, delle istituzioni e delle imprese del territorio. E' l'avvio del 'tour' che andrà a caccia del 'cavaliere bianco' in grado di salvare il futuro dell'aeroporto di Forlì.

AEROPORTO DI SERVIZIO CON CARGO E FORMAZIONE - Andando a leggere nelle pieghe del bando, emerge che l’attività che potrà essere svolta nello scalo forlivese è il servizio di “trasporto aereo di passeggeri e merci, escluso il trasporto di posta”. E ancora: “La procedura di gara ha ad oggetto la concessione di gestione totale, ai sensi dell’art. 704 del codice della navigazione, dell’Aeroporto di Forlì che, secondo il piano nazionale aeroporti (PNA), par. 15.1, si configura come un aeroporto di servizio che può assumere il ruolo di scalo cargo e di polo per la formazione aeronautica e per attività di supporto (manutenzione immobili)”.
 
DA 20 A 40 ANNI DI GESTIONE - La concessione di gestione totale dell’aeroporto di Forlì avrà durata compresa tra 20 anni (durata minima) e 40anni (durata massima), definita in relazione alle previsioni e alla sostenibilità del piano industriale, a decorrere dal rilascio della concessione. Il bando prevede, inoltre, che la sede legale e operativa della nuova società sia Forlì.
 
DOV’E’ IL BUSINESS - Solo per partecipare, la domanda dovrà essere provvista di una cauzione da 125.000 euro, valida per almeno 180 giorni dalla data di presentazione dell’offerta, eventualmente prorogabile, in caso di aggiudicazione, a semplice richiesta di ENAC, per ulteriori 180 (centottanta) giorni. Da dove arriverà il business del nuovo ed eventuale gestore? Dice il bando: “Non è previsto alcun pagamento da parte dell'ente (Enac, ndr). Costituiscono proventi del concessionario, in conformità a quanto previsto dalle vigenti norme in materia e dallo Schema di convenzione i diritti per l'uso dell’aeroporto come definiti, la tassa di imbarco e sbarco sulle merci trasportate per via aerea, le entrate derivanti dall'esercizio dell'attività aeroportuale, diretta o indiretta, nonché dalla utilizzazione delle aree del sedime aeroportuale e dal loro sfruttamento economico da parte di terzi”.
 
SERVONO CIRCA 8 MILIONI DI EURO PER PARTIRE - Chi si aggiudica l’appalto deve essere o creare una Spa con un capitale sociale, interamente versato, almeno pari a 3.098.000 euro. Inoltre, entro tre mesi dovrà mettere nelle casse di Seaf un importo esatto di 5.714.275,57 euro, a cui si sommano Iva e tasse. La cifra viene indicata nel bando come “valore degli investimenti realizzati e non ammortizzati” dalla precedente società di gestione. Di fatto serviranno per coprire parte dei debiti accumulati dalla Seaf nell’ultimo anno di gestione.
 
POSTILLA PER I NON COMUNITARI - Precisa il bando: “Alla procedura di gara possono partecipare anche imprese straniere non comunitarie (si parla di interessati cinesi, ndr), a condizione che istituiscano in Italia una sede secondaria e lo Stato in cui esse hanno la sede principale ammetta imprese italiane a condizioni di reciprocità”.
 
LA VALUTAZIONE DELLE DOMANDE - Le domande saranno valutate secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in base ai seguenti criteri: “1) Piano industriale - sottocriteri: piano degli interventi (max. 20 punti), piano degli investimenti (max. 15 punti),piano economico-finanziario (max. 15 punti). Ponderazione 50. 2) Organizzazione resa disponibile dal concorrente ai fini della gestione dell’infrastruttura oggetto di concessione. Ponderazione 35 punti.
3) Migliorie rispetto agli obblighi di cui allo schema di convenzione. Ponderazione 15”.


 

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