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Economia

Caffè più caro al banco, Confesercenti: "Molti baristi lasceranno inalterato il prezzo"

Tuttavia "la possibilità che il protrarsi di questo pressione sui costi possa spingere qualche barista ad un aggiornamento del proprio listino prezzi, è un’ipotesi concreta"

L’aumento esorbitante dei costi di gestione aziendali, in primis quello delle utenze generiche, che stanno coinvolgendo tutta la filiera alimentare, pubblici esercizi compresi, potrebbe nel prossimo periodo coinvolgere uno dei gesti più classici della nostra quotidianità quale quello della "tazzina" di caffè al bar. "Sebbene sia alta la preoccupazione che sta attraversando tutta la categoria, molti dei nostri imprenditori hanno espresso la volontà di mantenere inalterato il proprio listino agli attuali 1,10-1,20 euro a tazzina", annuncia Vittorio Casali, presidente di Fiepet Confesercenti Forlì.

Casali rimarca come si tratti di "uno sforzo significativo che deve essere riconosciuto ad una categoria, quella dei pubblici esercizi, che dallo scorso marzo 2020 si è fatta carico, in larga parte, di assorbire gli aumenti che hanno coinvolto il comparto alimentare in tutte le sue componenti. Certo che ad oggi, la possibilità che il protrarsi di questo pressione sui costi possa spingere qualche barista ad un aggiornamento del proprio listino prezzi, è un’ipotesi concreta".

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