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Economia

La Camera di commercio chiede le priorità: le imprese mettono al primo posto l' "oppressione burocratica"

Il programma pluriennale è il documento di carattere politico che individua gli indirizzi generali degli interventi a favore del sistema imprenditoriale e dell’economia, di fatto l’agenda che indica le linee strategiche

La camera di commercio della Romagna ha presentato gli esiti della consultazione pubblica per la definizione del proprio programma pluriennale 2022-2027. Cosa si aspettano imprese e cittadini dalla Camera di commercio della Romagna? Quali sono le priorità per il potenziamento e lo sviluppo del territorio, anche dal punto di vista della transizione ecologica? Al termine della consultazione pubblica, lanciata ad agosto, per la definizione del programma pluriennale 2022-2027 della Camera di commercio della Romagna, il presidente Carlo Battistini e il segretario generale Roberto Albonetti, spiegano gli esiti a cui hanno partecipato cittadini e imprese, per circa un migliaio di soggetti.

Il programma pluriennale è il documento di carattere politico che individua gli indirizzi generali degli interventi a favore del sistema imprenditoriale e dell’economia, di fatto l’agenda che indica le linee strategiche che guideranno l'azione della Camera della Romagna, per il mandato 2022-2027. La consultazione pubblica è stata fatta tramite un questionario, sulla piattaforma open source Open 2.0, che fornisce strumenti abilitanti per estendere la collaborazione, la partecipazione e la condivisione. "Hanno fatto l’accesso al sondaggio quasi 2.600 persone e 1.008 l’hanno completato, con interventi costruttivi da cui sono emerse idee ed esigenze specifiche, insieme a una forte richiesta di ascolto e partecipazione – ha commentato Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Abbiamo aperto un ottimo canale di comunicazione, che vogliamo mantenere, perché è intenzione mia e di tutta la struttura dare spazio alla partecipazione e all’ascolto. Dagli incontri con Istituzioni, Associazioni di categoria, altri Enti, dal personale ci arrivano e ci possono arrivare proposte importanti per migliorare. Dalla Consultazione pubblica ci sono pervenuti ulteriori, validi stimoli".

"Il nostro obiettivo è di essere una Camera che rappresenti al meglio il tessuto imprenditoriale e capace di dare una linea di azione chiara per aiutare cittadini e imprese. Davanti abbiamo sfide difficili e domande continuamente nuove alle quali dare risposte e non possiamo farlo da soli. Anche dalla consultazione emerge la richiesta che tutti gli attori del territorio lavorino insieme e siano esempi di collaborazione. Ciò che però farà la differenza sarà il gioco di squadra, per elaborare insieme una visione autorevole e inclusiva con le energie di tutti. Tutti dobbiamo essere parte di questo progetto, nel quale le imprese devono essere e sentirsi protagoniste. Dobbiamo essere capaci di far intravedere il futuro oltre le emergenze, come il luogo della pluralità e delle opportunità, recando il contributo della Romagna allo sviluppo del paese”, sempre Battistini.

“Semplificazione, reingegnerizzazione e velocizzazione delle procedure e, nello specifico, cosa può fare la Camera per semplificare il rapporto con le imprese, sono state le domande della consultazione che hanno ricevuto il maggior numero di risposte, oltre 500. La parola “semplificazione” ricorre 130 volte, “snellire” 30 volte e “burocrazia” 110 volte. Le parole “condivisione”, “condividere” “collaborazione” “confronto” ricorrono in totale oltre 100 volte. Direi che il messaggio è chiaro – ha commentato Roberto Albonetti, segretario generale della Camera della Romagna –. Le imprese chiedono ascolto, dialogo e cooperazione e anche maggiore assistenza. In generale, alle pubbliche amministrazioni, innanzi tutto, viene chiesta interoperabilità piena, con la creazione di una banca dati unica, per evitare agli utenti di ripetere informazioni già in possesso delle amministrazioni. A seguire, adozione di hardware e software più evoluti, garanzia di tempi brevi e certi, trasparenza e una comunicazione più semplice e chiara. Alla Camera di commercio, in particolare, viene chiesto di essere più vicina alle imprese e di essere portatrice di interessi diffusi. Ci viene chiesto di farci portavoce di un diffuso senso di 'oppressione' burocratica che è comune a tutte le imprese nazionali e del territorio, di essere propositivi in tema di semplificazione e di fungere da intermediari per semplificare i processi. Mi ha colpito che, anche su temi diversi, diverse persone chiedano agli enti di essere di esempio”

Il programma pluriennale 2022-2027 sarà sottoposto all’approvazione del Consiglio camerale nella seduta prevista per giovedì 13 ottobre 2022. Alcuni dati sulla consultazione pubblica: hanno fatto l’accesso al sondaggio quasi 2.600 persone e 1.008 l’hanno completato. Di questi, il 52% hanno dichiarato di essere imprenditori e il 14,2% liberi professionisti. Il 45,4% ha tra i 41 e i 55 anni e il 30,3% tra i 56 e i 65 anni. Il 13,1% ha tra i 25 e il 40 anni. Degli oltre mille partecipanti alla consultazione, il 52% sono imprenditori e il 14,2% liberi professionisti. Il 45,4% ha tra i 41 e i 55 anni e il 30,3% tra i 56 e i 65 anni. Il 13,1% ha tra i 25 e il 40 anni.

Il 57,9% di chi ha compilato il questionario ritiene importante la partecipazione di imprese e altri soggetti (università, enti di ricerca, professionisti, etc) all’attività della Camera di commercio della Romagna e oltre l’83% ritiene che la Camera possa efficacemente agire come Agenzia di sviluppo territoriale. Quasi l’84% vede la Camera della Romagna come un valido luogo di confronto tra i diversi soggetti dell’economia e della conoscenza (imprese, università, enti di ricerca, professionisti, altri Enti Pubblici, etc).

Alla domanda su quali strumenti possano essere utili per sviluppare un confronto tra i diversi soggetti, le risposte si sono orientate nella quasi totalità sulla creazione di momenti e/o luoghi permanenti di confronto, anche virtuali, tra i soggetti, piattaforme collaborative, innovazione tecnologica e digitale, creazione di community tematiche, ecc, per creare relazioni, competenze e mettere a fattor comune dati, valori e strategie. Riscontri positivi, pari al 77,6% dei partecipanti, anche sui concetti di “geografia variabile”, cioè che più territori possano condividere strumenti e strategie. I partecipanti ritengono che la condivisione di esperienze e buone prassi e la creazione di strategie condivise, su tematiche specifiche che possono interessare i diversi territori, possano generare grandi opportunità, come il rafforzamento di brand identitari e agevolare la partecipazione a bandi internazionali per la realizzazione di importanti infrastrutture.

Per quanto riguarda gli interventi ritenuti prioritari per lo sviluppo del nostro territorio, al primo posto risultano quelli per il miglioramento della viabilità, con il 22,4%. A seguire, rete internet ultraveloce per tutti con il 16,9% e al terzo posto, pari merito, con il 13,2%: miglioramento dei servizi pubblici e miglioramento della rete logistica e dei collegamenti per le merci. 9,0% per accesso a internet ultraveloce libero, 8,9% per assistenza all’internazionalizzazione delle imprese e 7,6% per investimenti sulle reti idriche. Sulla scelta degli strumenti che possono agevolare i processi di innovazione e digitalizzazione delle imprese delle nostre province, il 35,2% ha indicato gli strumenti per la messa in rete di conoscenze e relazioni (piattaforme collaborative); il 26,6% la consulenza di strategia digitale personalizzata; il 16,0% gli strumenti per la consulenza in sicurezza informatica e il 15,1% l’assistenza informatica generica (nella scelta di software open source o di fornitori HW/SW).

I partecipanti alla consultazione sono risultati particolarmente attenti a sostenibilità, clima e responsabilità sociale, ma emerge la necessità di maggiore comunicazione. Il 54,0%, infatti, ritiene importante lo sviluppo dei temi della Sostenibilità e transizione ecologica in Regione Emilia-Romagna mediante il Patto per il Lavoro e per il Clima, ma il 31,1% dichiara di non conoscere il patto. Quasi l’85% attribuisce importanza al concetto di responsabilità sociale d’impresa. Anche su questi temi viene chiesto ai soggetti pubblici di dare il buon esempio e tracciare il percorso dando un imprimatur 'coerente' e un percorso altrettanto lineare su queste tematiche. Forte la richiesta di snellire l'iter burocratico, sia in ambito autorizzativo, sia in ambito realizzativo con incentivi pubblici. Chiara anche la richiesta di sostenere i processi attraverso la definizione di indicatori puntali, oggettivamente rilevabili ed elaborabili all’interno degli strumenti di Digital Hub e Data Platform allo scopo di governare e verificare i processi. Diversi i suggerimenti che toccano temi quali: economia circolare, comunità energetiche, riconversione delle aree dismesse, turismo sostenibile, riduzione dei consumi e riciclo acqua, certificazione ambientale, mobilità sostenibile.

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