rotate-mobile
Giovedì, 8 Dicembre 2022
Economia

Cariromagna, fusione in Intesa Sanpaolo: le assemblee approvano l’operazione

La fusione avrà luogo in forma semplificata, detenendo la società incorporante una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale di Cariromagna.

L’assemblea straordinaria degli azionisti e quella speciale dei soli azionisti titolari di azioni ordinarie con privilegio di rendimento di Cariromagna, entrambe riunite questo pomeriggio a Forlì sotto la presidenza di Adriano Maestri, hanno approvato, secondo le rispettive competenze, l’operazione di fusione per incorporazione di Cariromagna nella capogruppo Intesa Sanpaolo. La fusione avrà luogo in forma semplificata, detenendo la società incorporante una partecipazione superiore al 90% del capitale sociale di Cariromagna.

"Desidero esprimere, anche a nome del consiglio di amministrazione - ha sottolineato il presidente Adriano Maestri - pieno compiacimento per la fusione deliberata, che si è potuta realizzare grazie alla positiva conclusione, nei mesi scorsi, dell’accordo tra la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e Intesa Sanpaolo. Voglio anche assicurare che questa operazione, che si pone quale pietra miliare nella storia della nostra banca, sarà realizzata in modo da garantire la massima continuità dei rapporti e della relazione con la clientela, e la migliore attenzione allo sviluppo del territorio in cui operiamo e che riconosce giorno dopo giorno la bontà del nostro lavoro. L’integrazione della nostra banca nella capogruppo rappresenta il naturale coronamento di un percorso positivo e lungimirante, iniziato ormai oltre 15 anni fa, che ha salvaguardato e rafforzato una gestione aziendale locale storica, sana e prudente. Ringrazio tutti gli azionisti per la fiducia che hanno riposto nella società e nell’operato del consiglio di amministrazione che ho l’onore di presiedere, e che ha sempre operato con rigore, impegno e competenza, a tutela degli interessi della società e dei suoi stakeholder".

"Sicuramente il 2018 - ha aggiunto il direttore generale Francesco Moncelsi - sarà ricordato come l’anno in cui l’onorata ed orgogliosa storia di questa Banca locale si consolida e si proietta verso una nuova dimensione. Cariromagna, entrata a pieno titolo nel Gruppo Intesa Sanpaolo nel marzo del 2007, si fonderà nella capogruppo di cui già condivide strategie, obiettivi, organizzazione e modelli di servizio. Continuerà quindi, in modo ancora più lineare ed efficace, il contributo delle nostre strutture allo sviluppo dell’economia del territorio romagnolo e alla realizzazione del nuovo piano d’impresa del Gruppo, ancora più sfidante ed ambizioso del precedente, che ci proietta al 2021 con l’obiettivo di essere la migliore banca europea. Anche in questa occasione, come sempre, saranno le persone a fare la differenza, e sono certo che le nostre persone continueranno ad operare con il rigore, la trasparenza e la passione quotidiana che tanti clienti ed azionisti, in tante diverse occasioni, ci riconoscono e di cui andiamo fieri".

La deliberazione adottata dall’assemblea straordinaria sarà oggetto di deposito per l’iscrizione nel Registro delle Imprese della Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini. Dalla data di iscrizione decorrerà il termine di quindici giorni entro il quale gli azionisti potranno esercitare il diritto, previsto dal progetto di fusione, di vendere le proprie azioni a Intesa Sanpaolo (ai prezzi di 2 euro per ogni azione ordinaria e di 2,12 euro per ogni azione ordinaria con privilegio di rendimento), in alternativa all’assegnazione in concambio di azioni Intesa Sanpaolo (nella misura di 0,696 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo per ogni azione ordinaria di Cariromagna e di 0,737 azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo per ogni azione ordinaria con privilegio di rendimento di Cariromagna).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cariromagna, fusione in Intesa Sanpaolo: le assemblee approvano l’operazione

ForlìToday è in caricamento