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Caro bollette, la Uil: "Un tetto allo stipendio dei manager di Hera non è populismo"

E' l'allarme che lancia il segretario generale della Uil Forlì, Enrico Imolesi

Si avvicina un inverno "che, per come stanno le cose, vedrà migliaia di persone faticare nel coprire i costi delle utenze ed altrettante che probabilmente faranno fatica anche solo ad accendere il riscaldamento". E' l'allarme che lancia il segretario generale della Uil Forlì, Enrico Imolesi, ricordando che "il segretario generale della Uil Emilia-Romagna, Giuliano Zignani, da settimane sta mettendo al centro del dibattito il tema del caro bollette. Da ultima la proposta, rilanciata pure a tutti consigli comunali del forlivese, di porre un tetto agli stipendi dei manager Hera e di chiedere un riutilizzo dei profitti della stessa multiutility proprio per aiutare famiglie e cittadini nel far fronte al caro bollette".

"Leggiamo reazioni alla nostra proposta che sinceramente ci stupiscono perché si riteneva scontato un ampio e sentito appoggio che invece tentenna, ma qui occorre chiarire un fatto - prosegue -. Mentre a Roma si fanno prima le elezioni e poi il nuovo governo lavoratrici e lavoratori di ogni settore quotidianamente perdono pezzi di potere di acquisto a fronte di rincari di ogni tipo. Per la Uil è inaccettabile che laddove il pubblico guida o potrebbe incidere sulle aziende che forniscono servizi energetici si rimanga inermi e legati a mere logiche di pure mercato. Di fronte ad una crisi il primo punto è rendersi conto della stessa e della sua portata. Siamo di fronte ad un inverno che, per come stanno le cose, vedrà migliaia di persone faticare nel coprire i costi delle utenze ed altrettante che probabilmente faranno fatica anche solo ad accendere il riscaldamento".

"Qualcuno dice che chiedere, in questa fase, un tetto allo stipendio dei manager di Hera è populismo - continua -. Strano, ogni qual volta si chiede di togliere qualcosa nei confronti di chi ha di più è populismo, mentre se si toglie ai soliti noti dai redditi medio bassi si tratta di scelte responsabili. Siamo convinti che le comunità vadano tenute insieme e per tanto è necessario ridurre le sempre più profonde differenze sociali. È una situazione di crisi eccezionale e come tale va trattata. In un simile contesto la mera solidarietà quanto soluzioni ordinarie risultano nei fatti prive di contenuti. In tempo di crisi chi ha di più deve dare di più e per quanto riguarda il pubblico, laddove possibile è giusto che impegni in tal senso tutta l’attenzione possibile. Come Uil non intendiamo lasciare passare nel silenzio la “scomparsa” dei risparmi di intere famiglie. Essere popolari ed attenti ai più deboli non è populismo ma equità".

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