Martedì, 16 Luglio 2024
Carovita

Non solo bollette e carburanti, anche il gelato è vittima del caro-prezzi. E la coppetta diventa 'salatissima'

Il grande caldo sta facendo volare secondo l'analisi di Coldiretti, nel sottolineare "che ad aumentare sono purtroppo anche i prezzi"

Il caro gelato è un'altra conseguenza del conflitto in Ucraina. Il balzo dei costi di energia e materie ha fatto balzare all'insù il prezzo della coppetta e del cono. "Nelle gelaterie italiane – sottolinea la Coldiretti - vengono utilizzati ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti durante l’anno con un evidente impatto sulle imprese fornitrici impegnate a garantire ingredienti di qualità". Ma nonostante l'impennata dei prezzi, con il prezzo di un cono piccolo oscillante tra 2,80 e 3,30 euro, al gelato difficilmente si rinuncia.

Il grande caldo sta facendo volare secondo l'analisi di Coldiretti, nel sottolineare "che ad aumentare sono purtroppo anche i prezzi, con un incremento dell’11,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno sulla base degli ultimi dati Istat. Un potente alleato per combattere l'afa in città e in spiaggia sul quale  pesa pero' – sottolinea la Coldiretti - il balzo dei costi per l’energia e le materie prime usate nelle preparazioni, dal latte (+6%) allo zucchero (+8%) fino alle uova (+12%) anche a causa delle tensioni internazionali legate alla guerra in Ucraina".

"Un cambiamento nelle abitudini alimentari provocato – sottolinea la Coldiretti – dall’innalzamento repentino della colonnina di mercurio sull’Italia con temperature fino ai 40 gradi con 13 milioni di italiani che hanno approfittato del ponte del 2 Giugno per fare una vacanza insieme a tanti stranieri. L’impulso positivo al settore arriva dopo che il gelato italiano lo scorso anno ha registrato una crescita del 19,5% rispetto a quello precedente per un valore di 2,3 miliardi di euro spiega Coldiretti su dati Sigep. Una corsa che si spera di continuare con il ritorno dei turisti nell’estate 2022 segnata dal superamento delle restrizione della pandemia Covid".

A pesare sulla produzione è però il balzo dei costi di energia e materie prime per il conflitto in Ucraina che– sottolinea la Coldiretti – sta penalizzando fortemente le 39mila gelaterie nazionali che danno lavoro a 75 mila persone. "Nelle gelaterie italiane – sottolinea la Coldiretti – vengono utilizzati ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti durante l’anno con un evidente impatto sulle imprese fornitrici impegnate a garantire ingredienti di qualità".

Negli ultimi anni si è registrato un vero e proprio boom delle agrigelaterie artigianali che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala ma quest’anno è arrivato anche quello di latte di pecora. Una spinta che ha favorito la creatività nella scelta di ingredienti che valorizzano i primati di varietà e qualità della produzione agroalimentare nazionale, dal gusto di basilico fino al prosecco.

"Nelle agrigelaterie – continua Massimiliano Bernabini Presidente di Coldiretti Forlì-Cesena – è particolarmente curata la selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta, che sono rigorosamente freschi con gusti a “chilometri zero” perché ottenuti da prodotti locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia ed inquinano l’ambiente. Un esempio importante nel nostro territorio sono le  “Gelaterie Leoni”, agrigelaterie che da anni scelgono le materie prime per il proprio gelato dal circuito di produttori di campagna Amica della provincia. Il Maestro gelataio Roberto Leoni coniuga tradizione e innovazione selezionando ogni giorno cibi sani e a km0 e acquistando direttamente dalle aziende agricole del circuito".

"In epoca moderna – conclude la Coldiretti – la storia del gelato risale alla prima metà del XVI secolo nella corte medicea di Firenze con l’introduzione stabile di sorbetti e cremolati nell’ambito di feste e banchetti, anche se fu il successo dell’export’ in Francia a fare da moltiplicatore globale con il debutto ufficiale in terra americana: con l’apertura della prima gelateria a New York nel 1770 grazie all’imprenditore genovese Giovanni Bosio".

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