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Pane, Forlì tra le più care d'Italia? Ecco come stanno le cose: "I panificatori assorbono il caro bollette"

Al banco ci possono essere sì dei rincari, ma sono lievi, come spiega Gianluigi Bandini, referente sindacale del settore alimentazione di Confartigianato Forlì

Forlì tra le città più care per il prezzo del pane al chilo? E' un dato che ha sorpreso, e non poco, quello presentato da Assoutenti, l'associazione nazionale utenti servizi pubblici,  secondo la quale per un chilo di pagnotta fresca si può arrivare fino 9 euro al chilo (4,37 euro il prezzo medio). Al banco ci possono essere sì dei rincari, ma sono lievi, come spiega Gianluigi Bandini, referente sindacale del settore alimentazione di Confartigianato Forlì. "Il dato dei 9 euro al chilo si può leggere su tipologie di pane particolari, che hanno farine specifiche a bassi contenuti calorici per diete o con cereali - esordisce Bandini -. Ma la media del prezzo del pane, tradizionale come ad esempio un comune Montanarino, è cresciuta di pochissimo, con i panificatori ad assorbire buona parte degli aumenti dovuti al caro bollette". Insomma, non ci sono stati aumenti così preponderanti.

E' altresì vero che il prezzo delle farine è lievitato negli ultimi due anni. Entra nel dettaglio Bandini: "Da un confronto con il Conap, il Consorzio panificatori per l'acquisto delle farine, dal 2020 al primo trimestre 2022 la crescita media del prezzo delle varie tipologie di farine oscilla tra il 25 e il 50%. Ad incidere sicuramente la pandemia, periodo durante il quale c'è stato un aumento dell'utilizzo della farina ad uso domestico, ed ora anche la mancanza di uno scenario rassicurante provocato dal conflitto in Ucraina. E' anche vero che non è la componente farina ad incidere più di tanto sul prezzo finale del pane, piuttosto l'aumento dei costi dell'energia elettrica e del gas".

Bandini vede in questi aumenti tuttavia "una certa speculazione sui prezzi, anche non dimostrabile, ma lo stesso Ministro dell'Economia Daniele Franco ha ricordato che non sono giustificabili i recenti aumenti dei carburanti, dell'acqua e della luce". I timori, prosegue il referente sindacale del settore alimentazione di Confartigianato Forlì, sono rivolti quindi all'aumento dei costi dell'energia, con un effetto a catena dalla produzione al prodotto finale: "Al momento i panificatori e le aziende sono riusciti ad assorbire i rincari, ma non si sa fino a che punto potranno reggere questo impatto".

Quale soluzione quindi per calmierare i prezzi? "Bisogna intervenire sulle bollette e il governo ci sta lavorando - evidenzia Bandini -. Nel primo trimestre ci sono tagli negli oneri di sistema per chi supera i 16 kilowatt. Come associazione di categoria stiamo cercando di incrementare quelli che potrebbero essere i ristori per le bollette, rendendole meno pesanti sulle nostre aziende". Nel forlivese, intanto, non si registra una corsa alle scorte di farine, come avviene invece in altre zone d'Italia. "La stessa Coap non ha rilevato anomalie", tranquillizza Bandini.

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