Economia

Un anno di cassa straordinaria alla Bonfiglioli: firmato l'accordo

Cassa integrazione straordinaria, a rotazione, per crisi aziendale della durata di 12 mesi per i dipendenti della Bonfiglioli Riduttori Spa. Questo è quanto contenuto nell'accordo firmato lunedì

L'assessore Muzzarelli

Cassa integrazione straordinaria, a rotazione, per crisi aziendale della durata di 12 mesi per i dipendenti della Bonfiglioli Riduttori Spa. Questo è quanto contenuto nell’accordo firmato lunedì dalla Regione Emilia-Romagna, dalle Province di Modena e di Bologna, da Bonfiglioli Riduttori Spa assistita da Unindustria Bologna e Forlì-Cesena, dalle Rsu aziendali, da Fiom-Cgil (regionale e delle province di Bologna, Modena e Forlì) e Uim-Uil di Forlì.L’accordo riguarda gli stabilimenti di Calderara di Reno, Sala Bolognese (Bologna), Forlì e Vignola (Modena).

Le parti esamineranno, con cadenza trimestrale e comunque su richiesta di una di esse, la situazione aziendale e l’andamento della cassa integrazione straordinaria e, almeno tre mesi prima del termine della stessa, procederanno ad un esame complessivo della situazione. «Fare respirare le aziende - ha commentato l’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli - ed assicurare gli ammortizzatori necessari per non perdere posti di lavoro è per noi una priorità assoluta. Abbiamo preso atto dell’impegno dell’azienda a mantenere il baricentro produttivo ed intellettuale in Emilia-Romagna e della conferma degli investimenti. Ciò è fondamentale perché solo la ricerca e l’innovazione possono garantire nuova competitività ed assicurare il futuro per mantenere cuore e cervello in Emilia-Romagna».

“Il giudizio negativo e la mancata firma della Fim Cisl sull’accordo Bonfiglioli risponde solo a questioni di merito legate alla miglior tutela possibile per i lavoratori coinvolti e non a inutili dietrologie avanzate dalla Fiom Cgil per giustificare un’intesa quantomeno imbarazzante".

“Rispettiamo il giudizio dei lavoratori che in fabbrica hanno approvato l’intesa – ha concluso il dirigente della Cisl -, ma restiamo fermamente convinti che tale percorso apra alla prospettiva di licenziamenti collettivi”. “Licenziamenti collettivi – conclude Caruso – che potevano essere agevolmente evitati con la nostra proposta basata sui contratti di solidarietà, con solide garanzie sia economiche sia occupazionale per i lavoratori. Ancora oggi non capiamo perché questa strada, figlia di un logico buonsenso, sia stata esclusa”

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