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Economia

Cclg, l'appello dei sindacati: "Se non ci sono prospettive, non resta che chiudere"

"Ormai dell'azienda non resta molto, se non ci sono significative novità per la salvezza della Cclg, a nostro parere non ci sono più prospettive e l'unica soluzione è chiudere". Sono arrivati a questa conclusione i rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm

“Ormai dell'azienda non resta molto, se non ci sono significative novità per la salvezza della Cclg, a nostro parere non ci sono più prospettive e l'unica soluzione è chiudere”. Sono arrivati a questa conclusione i rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm di Forlì, Giovanni Cotugno, Davide Drudi e Valerio Garattoni, che mercoledì hanno incontrato una delegazione di lavoratori per fare il punto sulla situazione, dopo l'accordo per il piano di rateizzazione degli stipendi arretrati “fondato  sulla vendita di impianti fotovoltaici, alla quale non abbiamo mai creduto e con una fideiussione a garanzia, che non è mai stata operativa. Il piano che infatti non è stato rispettato”

Secondo i sindacati in primis “non c'è più la fiducia. Inoltre la situazione di disperazione ha portato oltre 40 lavoratori a dimettersi per giusta causa, in questo modo l'azienda, avendo perso tutto l'engineering, non c'è più. Rimangono circa 40 lavoratori che, se non la situazione non si evolverà, faranno la stessa scelta. L'azienda  - spiega Cotugno - parla di un debito di almeno 16 miloni di euro ed è quasi ferma con le commesse, con professionalità che si stanno man mano perdendo. A fine giugno abbiamo fatto un atto di cesura,  comunicando l'ingiunzione di pagamento, per chiedere gli arretrati. I lavoratori hanno percepito solo il 5% dello stipendio di dicembre: per un debito totale nei loro confronti di oltre 1,3 milioni”. 

Cclg, incontro con i lavoratori (Foto A. Salieri)

Sono poi continuati durante l'estate gli incontri del  tavolo istituzionale. Ed anche a Provincia e Comune e si rivolgono i sindacati, chiedendo che prendano una posizione. Ora c'è anche un altro problema: “Dopo l'estate  è arrivata l'incertezza sulla cassa integrazione: è stata chiesta  per ristrutturazione per due anni, ma a marzo il ministero ha  voluto fare una verifica  e di fatto l'erogazione è stata sospesa, finchè la procedura non sarà conclusa – spiegano i sindacalisti -. Imputiamo all'azienda  anche un ritardo nella consegna dei documenti richiesti. Il primo anno di cassa è terminato il 4 settembre. Non sappiamo se il secondo anno sarà autorizzato o meno, speriamo di avere chiarimenti tra qualche settimana”. 

Sulle prospettive per il futuro Fiom, Fim e Uilm sono scettiche: “L'azienda continua a parlare di questo soggetto esterno che dovrebbe essere interessato, ma di fatto ci nega la possibilità di poterlo incontrare. A questo punto chiediamo che, se ci sono elementi che possano fare luce sul futuro, vengano resi noti, altrimenti l'unica prospettiva è quella della chiusura”.

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